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Cani congelati, cavalli tagliati con la motosega: è l' allevamento "degli orrori"

A dover rispondere alle accuse di maltrattamenti e crudeltà verso gli animali in quattro. L'udienza si è tenuta oggi, 19 febbraio, ma è stata rinviata a ottobre

Nessuno lo avrebbe mai immaginato, o meglio, nessuno avrebbe mai potuto credere che la crudeltà di un essere umano si potesse spingere fino a questi punti. Ma chi lavorava in quel luogo, stando alle testimonianze raccolte, sapeva tutto fin nei minimi dettagli. L’allevamento “La Dogana”, a Tuoro sul Trasimeno, che non ha nulla a che fare con la Fattoria Antica Dogana (purtroppo omonima), non era quello che poteva essere definito un posto da sogno, soprannominato, infatti, “l’allevamento degli orrori”. A dover rispondere, adesso, delle accuse di maltrattamenti e crudeltà verso gli animali: Adam Gora, Patrizia Mastrorilli, Giordano Pierluigi e Romeo Morgan, difesi dall’avvocato Beatrice Burri. A costituirsi invece parte civile l'associazione animalista Anpana rappresentata dai legali Giuseppe De Lio e Suaria.

Sembrava un’isola felice. Nessuno si era accorto di niente. I cavalli pascolavano tranquilli, mentre i cani correvano incontro alle persone per salutarli festosi. Poi un’intera vallata dove erano sepolte carcasse di animali, le denunce anonime e un fetore nauseabondo, hanno fatto scattare la campanelle dall’allarme. Ad intervenire, in non lontano 2010, i Nas di Firenze che forse non immaginavano il macabro scenario con cui avrebbero dovuto fare i conti.

Sul capo d’imputazione si legge: “Nel suggellatore in  questione è stato rinvenuto il suddetto materiale: un ceppo di legno; un cane di razza bulldog congelato; una busta azzurra contenente ossa di vario genere congelate in un unico blocco”. A parte il cane completamente surgelato che ha dell’assurdo, sembrerebbe che gli animali in questioni venissero uccisi per essere dati in pasto ai propri simili e non solo.

Cani, gatti, cavalli e asini. Una mattanza che non prevedeva esclusi, sempre stando alle testimonianze raccolte da chi la storia la conosceva bene, ed è, infatti sempre sul capo d’imputazione che si legge: ”Macellazione, produzione e preparazione di carni di cavallo, in parte destinata all'alimentazione umana, in parte delle altre specie animali allevate ... procedevano alla macellazione di detti cavalli direttamente nel luogo ove gli stessi erano abbattuti con l'utilizzo di strumenti non idonei, quali una motosega e un escavatore per sollevare l'animale abbattuto e così procedere alla sua mattazione ... le carni venivano riposte in cassette di plastica e destinate all'alimentazione dei cani ed in parte congelate ... parte veniva destinata all'alimentazione umana degli indagati e cedute gratuitamente a terzi”.

Gli animali venivano abbattuti o con delle “accette o con armi comuni da spari”. Rinviati a giudizio nel 2012 sono dovuto nuovamente comparire quest’oggi (19 febbraio) di fronte al giudice. L’udienza è stata però rinviata a ottobre per sentire le testimonianze dei Nas. E come disse Leonardo Da Vinci “Verrà un tempo in cui considereremo l'uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo”.

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