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Abbattuto " l'albero di Natale" pericolante, rami protesi sulla carreggiata e a rischio caduta

I suoi rami si protendevano pericolosamente anche sulla ripida carreggiata, tanto da lambire il tettuccio dei mezzi più alti. Si trattava di un abete, residuo delle feste natalizie, buttato lì da una residente

Finalmente abbattuto quell’assurdo albero di Natale che impattava il muro etrusco di via Bartolo impedendone la visuale. Erano anni che archeologi e amanti della città ne invocavano l’eliminazione.

Si trattava di un abete, residuo delle feste natalizie, buttato lì da una residente. E il bello (anzi, il brutto) è che, nel giro di alcuni anni, era cresciuto a dismisura. E imbruttiva la piaggia di San Fortunato, come si chiama la parte bassa di via Bartolo.

I suoi rami si protendevano pericolosamente anche sulla ripida carreggiata, tanto da lambire il tettuccio dei mezzi più alti. E col rischio di precipitare sulla strada (tanto era penduto) a causa di un appesantimento dovuto a precipitazioni nevose. Per di più, le sue radici si erano insinuate tra i conci allentandoli: tanto che diverse pietre di riempimento giacevano staccate alla base della piccola aiuola.

Si dice che a questa invasività radicale fossero anche dovute delle infiltrazioni di umidità che si propagavano fino all’Arco Etrusco. Da qui la decisione di eliminare l’albero, proposta convintamente dal consigliere comunale Franco Ivan Nucciarelli.

Ma, si sa: la religione delle piante è ormai dominante. Tanto che non è facile eliminare anche specie non protette, quando facciano ormai parte del paesaggio. Magari, imbruttendolo. Ma, almeno stavolta, le cose sono andate come dovevano andare. E quel brutto albero è stato tolto di mezzo. Col dovuto recupero di un importante bene storico-monumentale e con notevole giovamento estetico.

Senza contare che al momento sono state montate impalcature per un intervento su un edificio di via Bartolo. Con quell’impiccio, non sarebbe stato possibile. A proposito: a quando la ripulitura del muro da parietaria e erbe infestanti? A quando l’impermeabilizzazione di quell’aiuola incolta, che drena tanta umidità dalla soprastante via Pozzo Campana?

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