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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Tuoro sul Trasimeno

Il Comune ordina il taglio di 23 alberi pericolosi, ma il Tar corregge: "Solo 6 cipressi sono a rischio caduta"

Secondo il giudice amministrativo erano sbagliati anche i calcoli delle piante che si trovano lungo la strada

Gli eventi atmosferici del 2015 hanno spinto il Comune di Tuoro sul Trasimeno ad un’ordinanza di abbattimento di 9 piante di pino domestico e di 14 piante di cipresso dell'Arizona lungo la strada comunale Via del Porto, con conseguente mess a dimora di altrettante piante di alto fusto appartenenti a specie autoctone tipiche non più alte di 3,50 metri.

Il tutto finisce davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria.

Contro l’ordinanza si è espressa una signora, difesa dagli avvocati Antonio D'Acunto e Marzio Vaccari, nei terreni della quale si trovano gli alberi da abbattere a seguito del provvedimento sindacale dopo “che nelle giornate del 5 e 6 marzo 2015 il territorio comunale è stato interessato da avversi eventi atmosferici caratterizzati da eccezionali raffiche di vento creando diverse criticità a riguardo di dissesti di carattere idrogeologico e vento, con caduta e instabilità di numerose essenze arboree”. I sopralluoghi della Polizia locale e dei Carabinieri forestali hanno “riscontrato che le piante di cui sopra, costituenti un unico filare, possono rappresentare un imminente pericolo per la pubblica incolumità e per la circolazione stradale in particolare in caso di crollo improvviso”. Il tutto confermato dalla perizia di un agronomo “nella quale si evidenzia il precario stato di salute e di stabilità delle alberature, il cui indice di pericolosità è stato ritenuto elevato e non gestibile”.

La ricorrente, dal canto suo, afferma “l’insussistenza della situazione di pericolo imminente e l’incertezza sulla reale situazione della piante in esame, che sarebbero un numero differente da quello indicato nel provvedimento gravato, con conseguente impossibilità di corretta esecuzione dello stesso”. Controproducendo una relazione di parte che evidenzia come buona parte delle piante non debbano essere abbattute, essendovi “la possibilità di intervenire per ridurre il livello di pericolosità e ad una rivalutazione a posteriori con emissione di una nuova classe”.

Secondo i giudici amministrativi “è emerso, difatti, un differente quadro fattuale, essendo le piante che compongono il filare in questione ventotto (10 pini e 18 cipressi) e non ventitré (9 pini e 14 cipressi dell’Arizona) come indicato nel provvedimento gravato, e presentando le stesse uno stato di salute e di stabilità non rispondente a quello descritto nell’ordinanza sindacale”. Dalle verifiche emerge che “solo sei esemplari di cipresso” debbono essere abbattuti, mentre sulle altre piante si si possono svolgere “operazioni di manutenzione”.

Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento dell’ordinanza sindacale, fatto salvo il potere dell’amministrazione comunale di prendere nuovi provvedimenti “per assicurare la sicurezza della viabilità pubblica”.

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