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Aiuole bruciate e aree verdi di Sant'Ercolano utilizzate come bagno per i cani, la protesta dei residenti

Una raccolta di firme, decine di mail di lamentele e la proposta di recintare la zona per impedire l'accesso agli animali: "Se provi a dire qualcosa ai padroni ti insultano"

I cani pascolano liberamente (nel vero senso della parola, senza guinzaglio e senza museruola) negli spazi verdi davanti a Sant’Ercolano, nonostante il divieto con tanto di cartello, e l’erba non cresce più. E i residenti scrivono al sindaco Romizi affinché intervenga per il decoro della città e per far rispettare le regole.

“Signor sindaco, mi rivolgo a Lei perché metta fine a questo insozzamento delle aiuole prospicienti la chiesa di Sant'Ercolano, nonché la mia abitazione – scrive una residente - Avevo già scritto in passato, e più volte, una mail per porre l'attenzione su questo spazio verde che insiste tra le scalette di Sant'Ercolano e il pilomat di viale Indipendenza … spazio che non si può più chiamare verde perché è ridotto ad uno spazio di terra incolta e piena di escrementi di cani”.

Per i cittadini “è una vergogna tenere questo angolo della città (uno dei più belli) in queste condizioni … è una vergogna per noi cittadini che ci viviamo e che dobbiamo passare ogni giorno tra questa sozzeria e i turisti che stazionano lì accanto per fare le foto alla chiesa di Sant'Ercolano”.

Da qui una serie di proposte come un altro cartello nell'aiuola per segnalare divieti e obblighi (anche se sembra non servire visto che accade lo stesso anche dove il cartello c’è, vicino al rifiugo antiaereo accanto alla chiesa, mentre nella parte alta della via, grazie ad una residente che annaffia e cura l'aiuola, dove i cani non vanno, il verde è rigoglioso), oppure “recintare questi spazi con una siepe o con recinzione abbastanza alta, affinché i cani non possano entrarci dentro” anche se “naturalmente la colpa non è dei cani, ma dei proprietari, maleducati ed incivili, che hanno preso questi spazi di cui parlo come cessi per i loro animali”.

Una richiesta fatta per preservare un angolo di città la cui sistemazione “è costata soldi e lavoro all'amministrazione comunale e disagi per noi residenti, che abbiamo dovuto subire polvere e rumori per più di un anno”. Quando iniziarano i lavori in questione, inoltre, si ebbe molto a discutere proprio per il valore storico della aiuole, con tanto di modifiche al progetto imposte dalla Soprintendenza.

Questa prima mail ha portato alla comparsa di una pattuglia appiedata della Polizia municipale. I due agenti sono rimasti in zona quasi un’ora, ma senza cogliere sul fatto nessuno.

A distanza di quasi quattro mesi la situazione è sempre la stessa. E i residenti hanno scritto una nuova mail. Da ricordare anche che l’area verde era curata dai volontari del Borgo Bello che ogni quindici giorni toglievano le foglie e ripulivano i vialetti. Hanno smesso vista l’impossibilità di destreggiarsi tra le innumerevoli deiezioni canine.

“Signor sindaco, riguardo a quanto in oggetto nella mia ultima mail, nulla si è mosso – scrive la residente - Ho la sensazione che quello che i cittadini segnalano non viene preso in considerazione ... e questo è molto grave! Il problema delle aiuole insozzate dagli escrementi dei cani davanti a Sant’Ercolano sussiste, nonostante le innumerevoli mie mail e di altri residenti e la raccolta di firme trasmessa al Comando della Polizia municipale”.

Tutto come prima, con le aiuole sporche e rinsecchite. “La Gesenu, da me interpellata più volte, continua a dire che non è competenza degli operatori ecologici rimuovere il lerciume sopra le aiuole ... sarebbe compito della Comunità Montana, ma non può provvedere a tutto senza progetto del Comune”.

Restano valide le proposte già fatte, con l’aggiunta di telecamere “che riprendano quei proprietari di cani che non ne vogliono proprio sapere di raccogliere quello che i loro cani lasciano sul terreno”. Con l’aggravante che chi si è permesso di far notare il comportamento incivile, è stato preso a male parole dai padroni degli animali.

“Signor sindaco, Vi prego di prendere seriamente in esame questo problema” che danneggia l’immagine della città, conclude la mail della residente.

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