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Comitato Antipuzza "contro" Agriflor, rinviato a giudizio dirigente comunale: omissione d'atti d'ufficio

Per il Pm non avrebbe adottato alcun provvedimento a seguito della diffida inviata dal Comitato spontaneo Antipuzza di Ponte Felcino

Continua la vicenda Agriflor, con tanto di rinvio a giudizio stabilito dal giudice Piercarlo Frabotta nei confronti di un Dirigente del Comune di Perugia e finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura per "rifiuto ed omissione d'atti d'ufficio". Per l'imputato -difeso dall'avvocato Antonio D'Acunto, il processo si aprirà dinanzi al collegio il 26 luglio 2019. 

Per il pubblico ministero Manuela Comodi, che ha chiesto per l'imputato  il rinvio a giudizio, non avrebbe adottato alcun provvedimento con cui si chiedeva la revoca o l'annullamento delle autorizzazioni rilasciate alla ditta Agriflor, nonostante sia la Provincia che la Regione avessero ribadito che il provvedimento fosse di esclusiva competenza del Comune. E questo, fino a marzo del 2016. 

Secondo quanto riportato nel capo d'imputazione, in qualità di dirigente Suape del Comune di Perugia, "indebitamente" - scrive il pm, non avrebbe adottato alcun provvedimento a seguito dell' "atto di significazione", ovvero della diffida inviata dal Comitato spontaneo Antipuzza di Ponte Felcino tramite l'avvocato Valeria Passeri, nonchè (per la parte di competenza) alla Provincia e alla regione dell'Umbria, con cui si chiedeva la revoca o l'annullamento delle autorizzazioni rilasciate a favore dell'impianto di recupero e smaltimento di rifiuti della Agriflor. Il Comitato Antipuzza è sorto per dar voce ai cittadini che da anni lottano contro gli odori "molesti" prodotti dall'azienda. 

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