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Aggressione proprietario Kandinsky, due anni di carcere a chi lo massacrò di botte

Stando al racconto di Simone Boccardini, l'uomo lo avrebbe minacciato con un piede di porco lungo ben 45 centimetri (prontamente sequestrato), perché voleva che gli servisse da bere

Due anni di reclusione (senza nessuna attenuante). È questa la pena decisa dal giudice Nicla Restivo per il ragazzo colpevole di avere aggredito Simone Boccardini, il proprietario del pub Kandinsky il 18 marzo scorso.

Sono ormai passati quattro mesi dal giorno in cui venne arrestato, dopo essere stato accusato dell'aggressione ai danni di Simone Boccardini. Ieri, 6 luglio, Y.H., queste le iniziale dell'imputato, si è presentato in aula per ascoltare la sentenza, arrivata dopo una brevissima camera di consiglio.

L'INTERVISTA A SIMONE BOCCARDINI DOPO L'AGGRESSIONE

L'uomo non ha battuto ciglio, ad assisterlo il legale il legale Barbara Romoli che nell'udienza del 18 maggio scorso di ammettere agli atti i tabulati telefonici dell'imputato.

L'uomo venne ritenuto dal giudice Restivo: “Socialmente pericoloso e senza freni inibitori”. Furono queste le motivazioni che spinsero il magistrato a convalidare gli arresti in carcere del 28enne. La decisione era arrivata, anche in questo caso, dopo una breve camera di consiglio. L’avvocato dell’imputato. Richiesta subito respinta.

Stando al racconto di Simone Boccardini, l’uomo lo avrebbe minacciato con un piede di porco lungo ben 45 centimetri (prontamente sequestrato), perché voleva che gli venisse servito da bere. Alla ribellione del barista, sarebbe nata una colluttazione, durante la quale Simone avrebbe solo tentato di difendersi per “legittima difesa”, come ha sottolineato la Restivo in aula. 

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