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Giudici accoltellati in tribunale: l'aggressore resta in carcere e sceglie il silenzio davanti al giudice

Resta in carcere Roberto Ferracci, il 53enne spellano che ha accoltellato due giudici in tribunale. Si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al giudice Giangamboni

Ha scelto il silenzio Roberto Ferracci, il 53enne spellano che lunedì scorso ha accoltellato due giudici al tribunale civile di Perugia. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni in sede di interrogatorio, alla presenza del suo legale di fidicia, Silvia Olivieri, avvalendosi della facoltà di non rispondere.  Il giudice Carla Giangamboni, ha convalidato l'arresto in sede di udienza e l'uomo resta in carcere. L'avvocato aveva chiesto invece la revoca della misura o in subordine, la detenzione domiciliare. Ora gli atti sono stati trasmessi alla procura di Firenze per competenza territoriale (essendo i magistrati di Perugia parti offese). 

I fatti L'uomo, che nella mattinata di lunedì 25 settembre si è introdotto nell'ufficio del giudice Francesca Altrui per aggredirla alle spalle con un coltello, per poi ferire il collega della donna, il magistrato Umberto Rana (intervenuto per salvarle la vita), è stato arrestato poco dopo con l'accusa di tentato omicidio pluriaggravato, lesioni e danneggiamento. 

L'uomo insieme alla famiglia era titolare dell'Hotel Julia, ormai fallito, tanto che l'immobile il prossimo novembre sarebbe tornato all'asta con un prezzo al ribasso rispetto al valore originale. Andranno ora chiariti gli aspetti che hanno portato Ferracci ha compiere il folle gesto. Un gesto, già gravemente condannato da istituzioni, ordine degli avvocati, sindacati e esponenti del mondo politico. Ora più che mai torna anche alla ribalta il nodo sicurezza nei palazzi di giustizia; affinchè fatti di questa portata non avvengano più con tale facilità. 

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