Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Carcere di Capanne: detenuto si ferisce con una lametta e poi colpisce l'agente intervenuto per fermarlo

Si tratta del quarto episodio di violenza nelle carceri umbre in pochi giorni. L'allarme dell'organizzazione sindacale Sappe

Le aggressione al personale di Polizia penitenziaria si susseguono ogni giorni in Umbria. Siamo al quarto episodio violento, il secondo a Perugia dopo i due a Terni.

“Un detenuto, napoletano di 50 anni, ha infatti deciso nelle serata di ieri prima di lesionarsi il corpo nella sua cella del carcere e poi di aggredire i poliziotti. L’uomo ha posto in essere il gesto autolesionistico procurandosi dei tagli profondi con una lametta sulle braccia, arrivando a spargere il cancello della cella e le mura col suo siero ematico e distruggendo alcune suppellettili che aveva a disposizione - afferma Fabrizio Bonino, segretario nazionale SAPPE per l’Umbria - Prontamente, il personale di Polizia penitenziaria di servizio ha provveduto al primo soccorso scongiurando il peggio ma l’uomo, una volta fuori dalla cella, si è scagliato con violenza prima contro il preposto di Polizia penitenziaria, che rimaneva contuso, e poi, mentre veniva accompagnato per le cure del caso, tentava di prendere a testate il muro. Ancora una volta, solamente grazie alla prontezza del personale di Polizia Penitenziaria operante nel Reparto, si è scongiurato il peggio, ma contiamo l’ennesimo poliziotto ferito e questo non è accettabile”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta: “Questo nuovo drammatico evento critico di un detenuto evidenzia come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia a gestire queste situazioni di emergenza. Gli istituti di pena hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma essi rappresentano un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

Capece sottolinea: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Lo dimostrano i quotidiani eventi critici violenti che accadono nelle carceri, ed in quelle umbre in particolare.  Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto.  I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo proprio una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze e coloro che hanno la responsabilità di guidare l’Amministrazione Penitenziaria dovrebbero seriamente riflettere sul loro ruolo dopo tutti questi fallimenti

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