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Sase studia il programma per far "decollare" l'aeroporto, adesso servono i fondi

Obiettivo importante ma non impossibile quello che vuole raggiungere Sase, la società che amministra l'aeroporto "San Franceco d'Assisi": 400mila passeggeri in due anni e sette nuove rotte

Sono quindici pagine, ma che contengono al suo interno un piano dettagliato per il rilancio dell’aeroporto “San Francesco d’Assisi”. A studiarlo il cda di Sase, la società che gestisce lo scalo umbro e che ha tutta l’intenzione di farlo “decollare”. Il documento  finirà oggi all'attenzione dei soci dell'aeroporto, convocati d'urgenza dalla Regione la scorsa settimana.

Il traguardo da raggiungere punta ovviamente in alto: 400mila passeggeri nel giro di due anni. E se ancora tutto tace, pare che qualche piccola anticipazione sia già trapelata. Si parla dell’attivazione di nuove sette rotte, cercando anche un nuovo hub europeo di riferimento con cui dar vita a una stretta sinergia. Anche se sarà Ryanair air a giocare la partita più importante.

Un piano che dovrà contare su un investimento base di un milione di euro. Soldi o che verranno tirati fuori dai soci o non se ne farà niente, a meno che non ci saranno ulteriori fondi dagli stessi Enti. Ma le polemiche non sono mancate, l’ultima quella del sindaco di Assisi, Claudio Ricci, che in un incisivo comunicato stampa, pur sempre pacato nei toni, ha dichiarato: “Occorre sviluppare l'aeroporto dell'Umbria Perugia San Francesco d'Assisi attraverso due azioni principali: collegamento con un grande aeroporto italiano e "basando" gli aerei di alcune compagnie. Per la prima azione è fondamentale In secondo luogo occorre, facendo un accordo con una o più compagnie aeree, "basare" uno o più aeromobili: "basare" significa che l'aereo parte, rientra o transita nell'aeroporto ove "fa base" ampliando i collegamenti”.

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