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L'aeroporto di Perugia "spicca il volo", ampliamento di capitale e collegamento con Monaco

Tra gli investimenti previsti spiccano il prolungamento della pista di volo, l'ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili, l'abbattimento ostacoli alla navigazione e la bonifica ordigni bellici, nonché la definizione di alcuni atti di esproprio

L’ok è arrivato. Il Consiglio comunale di Perugia ha così dato parere favorevole all’aumento di capitale sociale della società Sase Spa, l’azienda che gestisce l’aeroporto San Francesco d’Assisi,  di cui il Comune detiene il 5,74% delle quote. In tutto 86 mila euro che palazzo dei Priori verserà direttamente nelle tasche della Sase. 

In sostanza l’operazione di ricapitalizzazione proposta dell’azienda si è resa necessaria per consentire alla società di rispettare gli obblighi assunti in sede di presentazione del programma di intervento ventennale 2008/2028. Tra gli investimenti previsti spiccano il prolungamento della pista di volo, l’ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili, l’abbattimento ostacoli alla navigazione e la bonifica ordigni bellici, nonché la definizione di alcuni atti di esproprio, volti all’acquisizione di aree per la realizzazione dei suddetti interventi. Inoltre partirà da fine marzo il collegamento tra Perugia e Monaco di Baviera. 

Ad esprimere qualche perplessità è stato il consigliere comunale Nicolo Arcudi sottolineando che “nel tempo i percorsi avviati non hanno prodotto i risultati sperati, risultati, peraltro, non in linea con il piano industriale. Certamente oggi – ha dichiarato sempre Arcudi - l’inserimento della struttura nell’ambito di quelle nazionali rappresenta una speranza per il futuro ed è frutto dell’impegno profuso in tale senso da Comune e Regione.
Restano, però, le criticità sui bilanci, nonostante il fatto che gli Enti soci siano intervenuti più volte nel corso del tempo”.

Ad intervenire anche il capogruppo del Movimento5Stelle Rosetti, ricordando che la situazione di Sase è particolare, trattandosi di una azienda partecipata; dunque la ricapitalizzazione appare possibile, come segnalano i Revisori dei Conti, solo a causa di una deroga alla normativa, giustificata dall’interesse pubblico sotteso. “In considerazione di ciò – ha dichiarato poi la pentastellata -, auspichiamo che il Comune quanto prima possa presentarci un piano d’azione che ricomprenda le strategie per il futuro e l’individuazione di un sistema di monitoraggio puntuale. Piano che avremmo voluto si fosse accompagnato alla preconsiliare, per giustificare al meglio l’operazione di ricapitalizzazione, ma che, invece, è mancato”.

Tre le considerazioni offerte da Numerini. La prima sulla legittimità dell’atto. Il capogruppo di Progetto Perugia ha chiarito che, se è vero che la Corte dei Conti ha invitato il Comune a desistere dalla partecipazione in società in perdita e che la normativa vieta la ricapitalizzazione da parte degli Enti pubblici dopo tre esercizi in perdita, tuttavia è altrettanto vero che la normativa prevede due deroghe, motivate dall’interesse pubblico e dalla necessità di dar seguito a convenzioni o contratti inerenti servizi pubblici.

Fronduti ha espresso più di una preoccupazione per il modo in cui l’aeroporto è stato gestito nel corso del tempo. Ne è riprova la recente notizia concernente le problematiche occupazionali segnalate da Arcudi e Mencaroni, apparentemente in contrasto con alcune assunzioni effettuate da Sase poco tempo fa. “Ricordo che solo – ha sottolineato Fronduti - grazie all’iniziativa assunta da politici di centro-destra è stato possibile far rientrare Sant’Egidio tra le strutture nazionali, purchè, in prospettiva, vengano rispettate due condizioni, ossia il numero minimo di passeggeri (oggi sotto dimensionato) ed il raggiungimento del pareggio di bilancio. Credo che Sase sia lontana da questi obiettivi e che abbia fatto troppo poco per cambiare questa situazione precaria, omettendo di individuare un potenziale partner privato”.

Lungo e dettagliato intervento, a fine discussione, ad opera dell’Assessore Fioroni. Quest’ultimo ha chiarito che, in tema di politiche per il territorio, è necessario oggi superare le storiche problematiche tipiche della nostra regione, ossia l’incapacità di fare sistema. Ed infatti non si può parlare di Sant’Egidio come di un aeroporto all’avanguardia, se non si lavora nel contempo sul territorio, valorizzandolo e creando attrattive.

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