Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Accesso abusivo alla banca dati per controllare la situazione fiscale di parenti e amici: assolta

Secondo il giudice non c'è prova che i controlli siano stati effettuati per motivi illeciti

Accesso abusivo alla banca dati dell’Agenzia delle entrate, ma quei dati non sono stati utilizzati per scopi illeciti o non c’è prova di un beneficio economico o di altra natura: dipendente assolta.

Il giudice per l’udienza preliminare ha prosciolto una dipendente dell’Agenzia delle entrate dal “delitto di accesso abusivo a sistema informatico” in quanto non c’era “la prova del reato contestato”, sussistendo “soltanto meri indizi non plurimi poiché è unico il motivo della loro contestazione”.

Secondo l’accusa l’imputata “nella veste di dipendente dell’Agenzia delle Entrate aveva effettuato plurimi accessi all’anagrafe tributaria per dati dichiarativi e redditi percepiti nei confronti di diversi soggetti nonché di parenti e conoscenti ritenendo che nessuna attività di indagine era stata svolta nei suoi confronti e che l’unica prova era costituita dai soli atti del procedimento disciplinare”.

Secondo il gup “la prova dei soli accessi al sistema in assenza della verifica della corrispondenza al vero della giustificazione addotta dall’imputata, secondo cui era impossibile reperire per ciascuno accesso il documento giustificativo, determinava l’insussistenza del reato in oggetto tenuto conto, inoltre, che ella era pienamente legittimata all’accesso alle banche dati in ragione del ruolo ricoperto”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accesso abusivo alla banca dati per controllare la situazione fiscale di parenti e amici: assolta
PerugiaToday è in caricamento