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Boom di studenti per l'Accademia di Belle Arti, iscrizioni alle stelle e statizzazione a un passo

Dopo un’attesa durata quattro secoli e mezzo, la Vetusta può dire “Obiettivo raggiunto”. Infatti, a breve (si fa per dire, roba di qualche anno) verrà formalmente conseguita l’agognata statizzazione dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”

Dopo un’attesa durata quattro secoli e mezzo, la Vetusta può dire “Obiettivo raggiunto”. Infatti, a breve (si fa per dire, roba di qualche anno) verrà formalmente conseguita l’agognata statizzazione dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, prestigiosa istituzione perugina, gravida di storia e di gloria. “A dicembre – dice l’avvocato Mario Rampini, presidente della Fondazione Accademia – eravamo in dirittura d’arrivo. Poi la crisi di governo e la non conferma della Giannini ha dato uno stop inatteso”.

Quali le tappe? “Prima un testo di un accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione per un impegno economico, anche minimo, e l’intesa con lo Stato. Il ministro sarà qui il 27: sarebbe ottimo poter formalizzare il tutto. Per una durata triennale, poi la statizzazione, forse già nel 2018”. “Quindi la legge 508 prevede l’emanazione di un regolamento ministeriale e poi la firma del Capo dello Stato. Alla stesura del Regolamento lavora una nostra commissione, presieduta dal magistrato Giuseppe Severini e siamo a buon punto. La futura Accademia Statale è alle porte”.

E non è un caso che direttore (Paolo Belardi) e corpo docente abbiano sottoscritto un documento (letto da Luciano Tittarelli) in cui si chiede a Rampini di restare oltre la scadenza del mandato per accompagnare l’Aba all’ambitissimo traguardo. “Le iscrizioni sono esplose – dice Rampini – tanto che siamo passati da 170 a 600 studenti. Per smentire chi parla di soli cinesi, chiarisco: 400 italiani e 200 stranieri, non tutti cinesi”. “Ma a questo punto gli spazi non bastano e stiamo recuperando locali dalla parte diruta; lo stesso magazzino diverrà aula. La Fondazione Cassa di Risparmio ha conferito somme per risanare l’interno convento”.

Il Corpo Accademico (150 accademici di merito e altrettanti “d’onore”, non tutti presenti) vota per acclamazione la surroga nel Consiglio d’amministrazione di Rossella Vasta con Elmo Mannarino. Che si mette a disposizione e conferma il massimo impegno. Sempre per acclamazione passano i nuovi accademici che daranno lustro all’istituzione. Saranno d’onore: Paolo Bolpagni (storico dell’arte), Claudia Conforti (architetto), Isabella De Bellis Sciatta (avvocato), Andrea Margaritelli (manager), Antonio Paolucci (già ministro Mibac), Roberto Segatori (sociologo), Nello Spinelli (manager), Marco Tarquinio (giornalista), Pamela Villoresi (attrice). Per la classe del merito, passano: Gillo Dorfles (artista e critico), Laura Farina (docente), Hey Sung Jang (artista), Cesare Mirabella (pittore), Maria Mulas (pittrice), Pietro Carlo pellegrini (architetto), Ivan Theimer (scultore).

Nomi tutti che onoreranno nel mondo l’Aba perusina. Il direttore Paolo Belardi traccia il suo consuntivo, declinato lungo 4 direttrici: Didattica, Ricerca, Terza missione, Internazionalizzazione. Con ampiezza di esempi, racconta come è stata costruita un’immagine di efficienza e qualità in Italia e nel mondo.

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