Il super manager della Sanità perugina rinviato a giudizio: a processo per abuso d'ufficio

Walter Orlandi avrebbe "favorito" la carriera della dirigente sanitaria Manuela Pioppo, inizialmente indagata anche lei per abuso d'ufficio. La sua posizione è stata archiviata

Rinvio a giudizio per Walter Orlandi, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera e attuale direttore dell’area sanità di Palazzo Donini a cui la procura ha contestato il reato di abuso d’ufficio per aver favorito – è questo l’impianto accusatorio - la carriera della dottoressa Manuela Pioppo, “in violazione dei principi di imparzialità e di buon andamento dell’azione amministrativa”.

Il gup  ha stabilito che servirà il vaglio dibattimentale per approfondire la posizione di Orlandi in ordine ai reati contestati dalla procura, che ne aveva sollecitato il rinvio a giudizio. La prima udienza dinanzi al secondo collegio del tribunale di Perugia è in programma il 20 settembre del 2020. La difesa è pronta a dimostrare l'innocenza del proprio assisito in aula. 

Ma se la per la posizione della dirigente dell’Asl 1 e già direttore sanitario del Santa Maria della Misericordia di Perugia, Manuela Pioppo, anche lei isscritta inizialmente nel fasciolo d'inchiesta, era stata sollevata una richiesta di archiviazione da parte del pm Paolo Abbritti, per il vertice della sanità di Palazzo Donini era stato chiesto il giudizio perché – sostiene la pubblica accusa - in assenza di procedure di selezione, avrebbe determinato una “concentrazione di incarichi” nella persona della dottoressa Pioppo, procurandole “un ingiusto vantaggio patrimoniale a titoli di corrispettivi indebitamente erogati".

Dal canto suo Orlandi, difeso dall’avvocato Franco Libori, aveva sempre ribadito la correttezza e la regolarità del proprio operato, anche a fronte di una corposa memoria difensiva prodotta con cui il legale aveva sottolineato "la perfetta osservanza della normativa da parte dell'indagato, senza procurare alcun vantaggio patrimoniale alla dottoressa.

Gli accertamenti svolti sono stati portati avanti dalla guardia di Finanza a seguito di un esposto  di due dottoresse  - all'epoca facenti parte dell' equipe della direzione medica dell'azienda ospedaliera di Perugia - a proposito di una "sospetta" progressione di carriera.  Da lì l'avvio delle indagini per stabilire se i presupposti illeciti denunciati dalle querelanti, avrebbero trovato dei riscontri oggettivi. Le dottoresse, parti offese nel procedimento, attraverso il loro avvocato Massimo Brazzi presentarono tre esposti nel luglio del 2015 alla Procura della Repubblica, all'Anac (autorità nazionale anticorruzione) e alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti.

Il periodo contestato va dal 7 febbraio 2007 al 31 dicembre 2015: e proprio in questo arco temporale che ci sarebbero state violazioni della normativa di settore per la nomina di incarichi a carattere dirigenziale della Pioppo. Alcuni episodi contestati sono ormai prescitti. Il legale Massimo Brazzi, commenta: "i fatti contenuti nell'esposto hanno trovato conferme nel decreto che dispone il giudizio". 

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