Sostituisce la recinzione vecchia con tanto di permessi, ma il Comune la vuole abbattere

I giudici amministrativi prima sospendono l'ordine di demolizione, poi danno ragione al cittadino: i documenti sono regolari

I paletti della recinzione non sono quelli di otto anni fa, multato e sotto processo per abuso edilizio. C’è voluto il Tribunale amministrativo regionale per stabilire che i lavori della nuova recinzione di casa erano regolari.

È la vicenda di un cittadino, di Foligno, assistito dall’avvocato Fabia Mariani, cheha portato il Comune di Foligno davanti al Tar per l’annullamento di un’ordinanza “di rimozione opere realizzate in assenza di titolo abilitativo” e per il “risarcimento del danno subito”.

All’uomo, proprietario di un terreno a Foligno, è stata ordinata la rimozione di una recinzione con “altezza di circa mt. 1,60, realizzata con pali in ferro diversi da quelli esistenti all’anno 2012”, in quanto non avrebbe avuto la licenza dal Comune per realizzarla.

Il cittadino fa presente al Comune di aver prodotto i documenti per i lavori di realizzazione di “un cancello o altro elemento di recinzione in corrispondenza dell’apertura carrabile da realizzare per l’immissione nella pubblica via”. Il Comune chiedeva la “Scia” e il “Pdc” e il cittadino li produceva. I lavori, secondo il cittadino, sarebbero regolari sulla base della disciplina regionale. Il Comune di Foligno insisteva: tutto irregolare perché i documenti sono stati presentati oltre lo scadere dei termini di legge.

I giudici amministrativi hanno, dapprima sospeso il provvedimento comunale, ritenendo “allo stato prevalente, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, quello del ricorrente a non vedersi demolite le opere in contestazione, nelle more della fissazione dell’udienza di discussione nel merito del ricorso”.

All’udienza camerale, infine, hanno accolto il ricorso del cittadino, ritenendo che la documentazione consegnata agli uffici comunali era corretta nella parte in cui descrive la realizzazione di “recinzioni, i muri di cinta e le cancellate di qualunque tipo che fronteggiano strade o spazi pubblici”. E la demolizione sarebbe un’ingiustizia nei confronti dei diritti del cittadino. Quanto al risarcimento del danno, però, nulla da fare.

Le spese di giudizio, invece, sono state messe a carico del Comune di Foligno.

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