Abusi e violenze, Lucio Gatti torna in tribunale e respinge tutti gli addebiti: "Mai chiesto scusa"

Celebrata l'udienza civile per il risarcimento chiesto da due presunte vittime dell'ex sacerdote

Il patteggiamento della pena in sede penale scelto da Lucio Gatti (già sacerdote sospeso per cinque anni e poi ridotto allo stato laicale) aveva tagliato fuori dal processo le parti civili.

Due dei ragazzi che avevano accusato l’ex sacerdote di molestie durante la loro permanenza in una struttura di accoglienza della Caritas diocesana di Perugia, assistiti dagli avvocati Giuseppe Ferraro e Matteo Giambartolomei, hanno avviato un’azione civile per chiedere il risarcimento del danno subito.

Davanti al giudice Stefania Monaldi si è presentato l’ex sacerdote per rendere la sua deposizione, nel corso della quale ha respinto ogni addebito relativo alle presunte violenze e maltrattamenti subiti dai ragazzi in comunità.

Dal canto loro, invece, le due presunte vittime hanno confermato quanto già esposto nelle denunce e confermato i fatti. Tra cui le presunte scuse che l’ex sacerdote avrebbe presentato ai due ragazzi in presenza di alcuni testimoni in altra occasione. Scuse che Lucio Gatti ha smentito di aver fatto.

Nel corso dell’udienza è stata sentita una dottoressa che all’epoca dei fatti prestava servizio nella struttura d’accoglienza.

L’udienza è stata rinviata a maggio del 2020 per sentire i testimoni chiamati a deporre dall’ex sacerdote.

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