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Cronaca

Regione, fallisce l'idea dei canili amatoriali: abrogata la norma

Da una segnalazione di 'Italia Nostra' la regione Umbria si è vista costretta ad abrogare la norma sui 'canili amatoriali' contenuta nell'articolo cul condono, perché incostituzionale e per evitare l'impugnazione

Non tira aria buona tra le sale di Palazzo Donini tra gli scandali Lorenzetti, che poco centrano con la regione ma che molto hanno turbato l'amministrazione umbra, e le varie situazioni di crisi economica che a macchia sono sparse in regione, arriva anche la notizia che la Giunta ha dovuto abrogare una normativa di legislazione urbanistica perché a rischi di incostituzionalità.

La segnalazione arriva da 'Italia Nostra' che aveva segnalato in più occasioni l’incostituzionalità di diverse norme contenute nella nuova legge regionale sull’urbanistica, tra queste quella sul condono edilizio e quella sui 'canili amatoriali' di 100 mq. "L’abrogazione della norma sui 'canili amatoriali' è l’ennesima brutta figura per chi nella nostra regione scrive ed approva le leggi regionali. Al momento di approvare la legge, la Giunta regionale ha ritirato, per l’evidente incostituzionalità, l’articolo sul condono edilizio, mentre il resto è stato invece approvato dal Consiglio regionale".

Italia Nostra, come riferito dall'Avvocato Barelli, è stata quindi costretta a segnalare l’incostituzionalità della norma al competente ministero il quale risulta aver comunicato in maniera informale alla Regione Umbria l’intenzione di impugnare la norma davanti alla Corte costituzionale. Per evitare l’impugnazione, pare che la Regione Umbria si sia impegnata ad abrogare di sua spontanea volontà la norma incriminata: da ciò la sua abrogazione avvenuta in tempi rapidissimi. Senza però considerare che, nel frattempo, dal 26 giugno è stata in vigore tale norma incostituzionale e qualcuno potrebbe aver costruito il proprio canile da 100 mq. ed ora potrebbe doverlo demolire.

"Questa brutta storia è l’ennesimo capitolo di quella pessima legislazione urbanistica che l’Umbria è stata costretta a subire negli ultimi dieci anni. - sottolineano da Italia Nostra - ripetutamente è stata chiesta la rotazione negli incarichi dirigenziali nel settore dell’urbanistica, ma tutto continua come prima negli uffici della Regione Umbria. Le leggi regionali sull’urbanistica continuano ad essere scritte male ed i Consiglieri regionali continuano ad approvarle in violazione della Costituzione".

Non è la prima volta spiega l'Avv. Barelli già in precedenza infatti "c’è stato il caso clamoroso della legge regionale sulla semplificazione amministrativa nella quale era stato infilato l’art.124 che prevedeva la sanatoria degli abusi nei boschi, norma prima approvata all’unanimità e poi abrogata dopo l’impugnazione da parte del Governo su segnalazione di Italia Nostra. Sarebbe ora che in Regione si prendesse qualche provvedimento prima di raggiungere il non invidiabile primato di Regione con la normativa urbanistica più incostituzionale d’Italia".

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