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Abolizione della prescrizione, gli avvocati penalisti si oppongono alla riforma: "Violati i diritti dei cittadini"

La Camera penale di Perugia spiega i motivi dell'astensione delle udienze e annuncia una serie di iniziative pubbliche

“La prescrizione non è un privilegio, ma un principio di civiltà giuridica; è prevista dalla Costituzione per assicurare la giustizia in tempi brevi e per evitare il processo penale infinito”. A dirlo è l’avvocato Franco Libori, presidente della Camera penale di Perugia spiegando i motivi della protesta degli avvocati penalisti e l’astensione dalla udienze penali per tutta la settimana.

“Gli avvocati penalisti si astengono dalle udienze per protestare contro la riforma del ministro Bonafede sulla sospensione della prescrizione dopo una sentenza – afferma l’avvocato Libori – Non è eliminando la prescrizione che si risolvono i problemi della giustizia e lo svolgimento dei processi in tempi ragionevoli. Per assicurare la giustizia in tempi brevi servono più magistrati, più personale di cancelleria e una migliore organizzazione degli uffici giudiziari – ha proseguito l’avvocato Libori – Non sono gli avvocati a tirare per le lunghe i processi, con i reati che spesso si prescrivono in fase di indagine o a ridosso dell’emissione del decreto di citazione a giudizio. E il protocollo attuata dal Tribunale penale di Perugia che accantona i processi a rischio prescrizione a breve ne è la dimostrazione”.

Sui tempi del processo e sulla prescrizione è intervenuto l’avvocato Pietro Gigliotti, consigliere dalla Camera penale di Perugia, citando i dati di una rilevazione Eurispes su un campione di 13.600 processi (l’1% dei processi annuali in Italia) in 32 sedi di tribunale, tra cui anche Perugia.

“Il 64% dei rinvii dei processi è dovuto a disfunzioni della macchina giudiziaria, cioè omessa citazione dei testi del pm, mancate notifiche alle parti, assenza dei testi del pubblico ministero – ha detto l’avvocato Gigliotti – Il 17% è la conseguenza del mutamento del magistrato e nel 59% dei casi il difensore presta il consenso all’utilizzo degli atti precedenti. Solo nell’1,5% il rinvio, per legittimo impedimento dell’imputato o del legale, richiesta che dà luogo alla sospensione della prescrizione. Su 100 processi il 43% si conclude con una condanna e il 25% con l’assoluzione, mentre la prescrizione si ferma al 13% - conclude l’avvocato Gigliotti – La riforma, incompleta, oltre ad essere in contrasto con la Costituzione, potrebbe portare a processi per droga che si concludono in 40 anni, l’omicidio stradale in 45 anni e un decesso per inquinamento ambientale in 50 anni”.

Di macchina giudiziaria ingolfata ha parlato anche l’avvocato Laura Modena, ricordando come “la prescrizione fosse un istituto teorico, ma che dalla riforma Vassalli, senza ammodernamento, senza aumentare magistrati e personale, ampliando la platea delle fattispecie criminali, la giustizia si è bloccata – ha riferito l’avvocato Modena – L’agenda dei magistrati è calibrata sui termini di prescrizione per trattare le udienze: rinvio breve per i processi a rischio prescrizione, rinvio lungo per quelli con prescrizione più avanti nel tempo. Il problema vero da affrontare è quello dei magistrati fuori ruolo: 200 giudici che ogni anno lasciano le aule per andare nei ministeri, in ambasciata, al Csm. Abbiamo anche un magistrato applicato al Tribunale internazionale del Libano, a fare cosa non si sa”.

Secondo l’avvocato Silvia Egidi “è diritto di ogni cittadino essere giudicati in tempi ragionevoli, a fronte della certezza del diritto e della pena. Con questa riforma si produrranno degli effetti sulle persone irreversibili. Anche un cittadino che è stato processato e assolto, con l’interruzione della prescrizione, si troverà con la relativa accusa nel certificato dei carichi pendenti fino alla Cassazione. La prescrizione è un istituto posto a garanzia dei cittadini e questa legge la cancella”.

Ed è per questo motivo che gli avvocati penalisti hanno deciso per una settimana di astensione dalle udienze, un flash mob per venerdì in piazza IV Novembre insieme con i Radicali, mentre a Roma è previsto un punto fisso di dibattito pubblico di fronte al Parlamento.

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