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Preferisce le "botte" del marito alla figlioletta: la dà in affido per tornare da lui

Nessuno sa più dove siano. Sono spariti nel nulla sia lei che il marito, abbandonando la figlia in una casa famiglia, adesso ospitata fortunatamente da due "nuovi" affettuosi genitori. Il caso è finito davanti al tribunale di Perugia

Non ci sono in aula. Non ci sono né lei e né il marito. “Vivono di nuovo insieme, così mi hanno riferito”. Le parole risuonano nell’aula del tribunale di Perugia. Solo le parole di un’assistente sociale che ha lavorato per anni nella casa d’accoglienza di Passignano sul Trasimeno per ragazze madri.

Lei era finita in quella “casa” proprio a causa delle continue vessazioni del coniuge. Una fra tante, costretta a portarsi dietro la figlioletta. “Aveva paura di quell’uomo, la minacciava di morte e la picchiava spesso”. A raccontare la storia di F.B., queste le iniziale della donna, sempre l’assistente sociale della struttura.

Si sentiva protetta tra quelle mura che le donavano almeno un po’ di accoglienza. Poi quella decisione incomprensibile, affidare la figlia a una famiglia e scappare di nuovo con il “mostro”. Preferire il marito padrone che più volte aveva denunciato alle autorità per percosse e minacce. Di lei nessuno ha più notizie. “Mi hanno detto che vivono ad Arezzo con dei loro amici. Ma nessuno ne sa niente. Unica cosa certa è che la figlia sta in una famiglia che le vuole bene”.

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