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Nostalgia da Circoscrizioni? Arrivano i Comitati di Quartiere: con tanto di elezioni

Serve solo quella piccola modifica all'art. 13 dello statuto comunale per costituire i comitati di quartiere (ex-circoscrizioni) nella città di Perugia. Ancora non sono chiari gli aspetti tecnici, unica cosa certa è che la parola tornerà ai cittadini

Tornano le circoscrizioni, o meglio i cosiddetti “Consigli di quartiere”, perché Perugia possa essere una città “democratica e partecipativa”, come ha tenuto a sottolineare il vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi, durante la presentazione di quell’atto burocratico che dovrà portare alla modifica dell’art. 13 dello statuto comunale.

E già, perché quelle circoscrizioni vennero soppresse dopo che si decise che la loro costituzione poteva avvenire solo in città con più 250.000 abitanti. Da qui, dopo la loro abrogazione l’esigenza impellente di attivare, un organo che potesse dare la parola ai cittadini. E questo piccolo, ma allo stesso tempo, grande passo era stato proprio previsto nel Piano Generale di Sviluppo 2010-2014, dove si era deciso di dar corso a quanto contenuto negli strumenti programmatori dell’ente e di avviare, conseguentemente, il processo istruttorio per l’istituzione dei consigli di quartiere, affidando lo studio ad un gruppo di lavoro.

Ed ecco in campo la parte burocratica. La Giunta ha infatti proposto con la preconsiliare di modificare l’art. 13 dello statuto inserendo al secondo comma: “Al fine di attivare forme e luoghi per valorizzare la partecipazione dei cittadini all’attività politico amministrativa e garantire la rappresentanza delle esigenze della popolazione nei rispettivi ambiti territoriali, possono essere istituite le Consulte di quartiere, organi con funzione di partecipazione e consultazione della cittadinanza. Con apposito regolamento vengono disciplinati il numero delle Consulte di quartiere e la loro delimitazione territoriale, il sistema di elezione, le modalità di esercizio delle funzioni, l’organizzazione e le sedi”.

Un atto dovuto come ha sottolineato Arcudi, perché “Perugia, con l’esclusione di Siena, è la città dove si svolge la maggiore attività associativa e di volontariato; per questo vogliamo favorire questo percorso e per farlo abbiamo scelto la strada della modifica dell’art. 13 dello Statuto, con introduzione delle consulte di quartiere, per la partecipazione alle quali non saranno previste indennità e che, presuntivamente, saranno ubicate nelle sedi delle ex circoscrizioni”.

Ma se è chiaro che i comitati di quartiere faranno la loro comparsa in città non sono stati ancora definiti gli aspetti tecnici e cioè il numero, la modalità di elezione e così via dicendo. Aspetti che formeranno un apposito regolamento che sarà approvato successivamente alla preconsiliare in discussione.

C’è chi però esprime delle legittime perplessità. Il capogruppo del PdCI ha infatti esplicitato la propria contrarietà circa l’adozione di un regolamento di settore per disciplinare la sola materia dei consigli di quartiere. Ciò perché nel primo comma dell’art. 13 dello statuto si precisa che: “Il Comune favorisce la partecipazione popolare in ogni fase della propria attività politico-amministrativa. Individua con apposito Regolamento gli strumenti della partecipazione”. E adesso non resta che attendere il nuovo regolamento.

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