Giovedì, 23 Settembre 2021
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Come vendere al meglio la seconda casa

Avere una seconda casa per la villeggiatura è bello, ma implica molte spese e tasse: ecco come venderla bene in poco tempo

Alcune persone hanno la fortuna di poter contare su una seconda casa, luogo ideale per trascorrere in relax il tempo libero o le vacanze. L'estate diventa il momento ideale per sfruttare la seconda abitazione, specialmente se si trova in una località di villeggiatura.

Tutto ciò, naturalmente, ha anche degli aspetti negativi: infatti in quasi tutti i casi si è costretti a dedicarsi a piccoli lavori di manutenzione, procedere a un'accurata pulizia, senza contare le spese mensili come bollette e tasse.

Per avere una rendita e riuscire a coprire le principali spese, spesso si decide di dare la casa in affitto; in altro casi invece il costo e il tempo da dedicare alla seconda abitazione è eccessivo e quindi si sceglie di venderla.

Farlo non è semplice, vediamo alcuni consigli per rivenderla al prezzo adeguato e in poco tempo.

Cosa fare prima di mettere in vendita una casa

Prima di mettere in vendita una casa è opportuno sistemarla e renderla appetibile agli acquirenti. I lavori che non vanno fatti assolutamente sono:

  • Sostituzione delle piastrelle del bagno
  • Tinteggiatura delle pareti
  • Sostituzione del pavimento (se rovinato)
  • Aggiustare tutte le cose rotte o vecchie

Una volta che la casa è a posto, ci si può rivolgere a un’agenzia immobiliare o utilizzare i siti internet. In ogni caso è importante fare delle belle foto per attirare gli acquirenti.

Durante le visite, è importante far trovare l’appartamento pulito e in ordine, perché altrimenti non viene risaltata la sua bellezza.

Quali tasse pagare sulla vendita della seconda casa?

Quando si vende un immobile si devono pagare alcune tasse. Di solito devono essere versate solo se:

  • è stata ereditata perché si dovrà pagare l’imposta catastale o quella ipotecaria oltre alle spese accessorie come l’imposta di bollo e diritti di segreteria
  • se genera una plusvalenza
  • se non sono ancora trascorsi 5 anni da quando è stata ereditata o comprata, in questo caso ad essere tassata è la plusvalenza generata dalla vendita soggetta al pagamento dell’Irpef secondo un sistema a scaglioni.
  • Se sono già trascorsi 5 anni, non bisogna pagare nulla.

Su chi ricadono le spese del notaio

In base all’art. 1475 c.c., le spese di compravendita, i costi per la stipula dell’atto pubblico e la sua successiva copiatura nei registri immobiliari gravano sul compratore, a meno di accordi diversi.

Le spese notarili relative all’acquisto di un’immobile comprendono:

  • Imposta catastale di 50€
  • Imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell’abitazione
  • Imposta ipotecaria di 50€
  • Imposta sul valore aggiunto, che va dal 4% per la prima casa al 22% per l’acquisto di un immobile di lusso
  • Il compenso del notaio e il corrispettivo per la costituzione dell’atto pubblico ricadono sulle tasche dell’acquirente, ma la norma permette un accordo in cui si può aggiungere una clausola che stabilisce la suddivisione delle spese tra acquirente e venditore o delegare l’intera spesa al venditore.

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