730, come detrarre il mutuo

Come spiega l'Agenzia delle Entrate per quanto riguarda le spese sostenute per l'acquisto di abitazioni, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione corrisposti in dipendenza di mutui danno diritto ad una detrazione d'imposta

Nella dichiarazione dei redditi i contribuenti possono modificare il proprio modulo 730 ascrivendo tutti i redditi e le spese detraibili o deducibili.

Come spiega l'Agenzia delle Entrate per quanto riguarda le spese sostenute per l'acquisto di abitazioni, gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione corrisposti in dipendenza di mutui danno diritto ad una detrazione dall'imposta lorda nella misura del 19%.

La detrazione spetta su un importo massimo di 4mila euro, per ogni intestatario nel caso di contratti stipulati prima del 1993, complessivo negli altri casi, in cui verrà suddiviso tra gli intestatari del mutuo. La detrazione spetta con differenti limiti e condizioni a seconda della finalità del mutuo e del suo periodo di sottoscrizione.

La detrazione prevista nel 730 riguarda differenti tipologie di mutuo: mutui ipotecari contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (rigo E7); mutui ipotecari stipulati prima del 1993 su immobili diversi da quelli utilizzati come abitazione principale (righi da E8 a E10 codice 8); mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione su tutti gli edifici compresa l'abitazione principale (righi da E8 a E10 codice 9); mutui ipotecari contratti a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale (righi da E8 a E10 codice 10); prestiti e mutui agrari di ogni specie (righi da E8 a E10 codice 11).

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La detrazione riguarda gli interessi passivi e gli oneri accessori pagati nel corso del 2017 a prescindere dalla scadenza della rata (criterio di cassa). Tra gli oneri accessori sono compresi anche: l'intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in altra valuta; la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione; gli oneri fiscali (compresa l'imposta per l'iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l'imposta sostitutiva sul capitale prestato); la cosiddetta 'provvigione' per scarto rateizzato nei mutui in contanti, le spese di istruttoria e le spese di perizia tecnica; le spese notarili che comprendono sia l'onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo sia le spese sostenute dal notaio per conto del cliente.

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