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Domenica, 23 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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VISTI PER VOI Oltre Pirandello. Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani espandono il “chi è” dei 6 personaggi

Il relativismo psicologico spiegato sul ridotto… cent’anni dopo

Secondo appuntamento che propone linguaggio e contenuti nuovi per un classico della drammaturgia.

Ci vuole coraggio per affrontare e osare lo smontaggio/rimontaggio di personalità codificate sotto l’etichetta di classico.

Confessioni di sei personaggi è un riuscito esperimento di teatro sul teatro (al cinema sul cinema siamo ormai abituati per… uso e abuso).

Sia il testo che la performance di Caroline Baglioni e Stella Piccioni sono convincenti.

E bello è l’esperimento di integrare, interpolare, scavare dietro/dentro la maschera.

L’espediente della telecamera, usata con destrezza e astuzia, ci porta dentro i particolari, ci conduce  all’esplorazione di dettagli di cose (un manichino con testa leonina e cravatta, la Lettera 22, le scarpe col tacco stratosferico) e di persone (un piede, un occhio da truccare, una bocca da irrossettare). In una raffinata diegesi che mostra la parte per il tutto. A dimostrazione della tesi che siamo uno, nessuno e centomila. E che la verità è celata in interiore homine.

Caroline e Stella interpretano, uno a uno, talvolta a confronto, i SEI. E lo fanno convintamente, per sé e per noi. Esaltando il dramma umano, le incomprensioni, gli equivoci. Quello che, forse, è realmente accaduto. Perché si sa che la vita è sogno. E forse, addirittura, ombra di un sogno.

Ma il male di vivere è incalzante e quotidiano.

Pirandello mostra i personaggi allo spettatore, lasciandoci la libertà di decidere a chi dar ragione, a quale versione credere.

Baglioni-Bellani scelgono invece una dimensione assertiva. Propongono, cioè, una lettura che non ammette scelte. Che offre e “impone” una chiave di lettura del carattere e dei comportamenti.

E sanno andare oltre. Spiegandoci un dietro le quinte che ciascuno aveva immaginato a proprio modo.

Aprono cassetti sigillati, hanno l’ardire di usarne la biancheria. Che non è mai di bucato. Come non lo è la coscienza. La nostra e la loro.

Il bric à brac finale sopra quel palcoscenico è da manuale. Metafora del disordine interiore che ci sconvolge. O della necessità di far ordine fuori e dentro di noi? Ma ne vale la pena?

Grazie a Caroline, Stella e Michelangelo per averci fatto tornare a casa con qualcosa su cui riflettere.

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