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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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VISTI PER VOI Ebbene sì. Questa è la (mia) vita. Che avete da ridere?

Con Bisio la vita è uno show fra cabaret, autoironia e un filo di rimpianto

Un argomento trattato con mano felice e complicità da uno degli attori più versatili del panorama artistico nazionale.

Uno che riesce a fare spettacolo anche quando fa… pubblicità.

Si apre a Perugia la tournée di uno spettacolo per la regia di Giorgio Gallione (produzione del Teatro Nazionale di Genova) con in scena i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino (invero bravi, ma pervasivi. Una maggiore discrezione gioverebbe allo spettacolo).

(Auto)biografia (?) divertente e divertita che racconta come il male di vivere possa concedere squarci di gioia.

La mia vita raccontata male è raccontata benissimo, cogliendo fior da fiore dalla pagina di Francesco Piccolo. Che è un grande.

Una vita che è la sua, che è di tutti. Con ascese e discese a scapicollo, insieme astri sorgenti e stelle cadenti: meteore, insomma. Ed è subito… risata. Non senza un filino di riflessione. Vogliamo dire di amarezza? Anche.

Si può essere fidanzati di Alice ed Helen, sogno irraggiungibile di tanti italiani, attirati dalle gambe chilometriche (sebbene con pesanti calze nere, per “tutelare la morale” e salvarsi la coscienza, nella tivvù democristiana di Bernabei). Insomma: desiderare un pochino sì, ma cum iudicio! E poi sposare la casalinga di Voghera. Oppure rimbambirsi a vedere in tivvù la Venier e vergognarsi di farlo sapere in giro. Con quell’aneddoto della telefonata cui rispondere col titolo della trasmissione (personalmente ricordo, in funzione promozionale, quando la Rai ci chiedeva di rispondere “Europa, Europa!”).

Ci sono i mondiali e la politica, l’innamoramento e la famiglia, l’Italia rubiconda e (im)morale, in un crescendo di equivoci che sono la vita di tutti.  Il pezzo iniziale sull’accusa di “comunismo” è divertentissimo, esemplare. E vero.

Il ricordo è sempre edulcorato, appannato, migliorato dal tempo che aiuta a rimuovere il nero che sfuma in rosa.

Una corsa continua in cui amore, sport, politica sono solo esaltazioni  e traguardi provvisori.

Lasciando la possibilità di dire “per sempre” solo ai vecchi e ai bambini. A coloro che, insomma, sognano l’eternità. Che, probabilmente, sarebbe frustrante e noiosa.

Il che consente sempre a Bisio di salvarsi, col ripetere: “Continuo a far fina di sentirmi sano”. E forse non lo è. Lui, come pure noi.

Con una chiusa che propone la metafora dello shangai in cui, se vuoi sfilare un bastoncino e liberarti dei momenti brutti, finisce col crollare tutto e si perde anche il bello. Dunque: meglio lasciare tutto come sta.

Ricordo, sì, ricordo. Descrivere Bisio è impossibile. Ha una capacità unica di entrare in sintonia e di farti sentire al centro della sua affabulazione. Tanti anni fa lo vidi al Pian di Massiano. Non era nessuno, ma lasciava intravvedere cosa sarebbe diventato. Faceva un monologo alla Festa dell’Unità col famoso tormentone di Nonna Papera.

Gli anticipai una battuta. Mi apostrofò: “Hai già visto lo spettacolo?”. Risposi di no. Mi disse: “Allora sei un genio”. Non era certamente la verità. Ma mi fece sentire importante.

Bisio: se non ci fosse, toccherebbe inventarlo. Capace di (far) vendere, con apparente, pari naturalezza, un apparecchio acustico o la maionese. E la tournée che parte dalla Vetusta profuma già di successo. Senza nessun patè  d’animo.

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