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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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VISTI PER VOI Al Morlacchi, Silvio Orlando propone "La vita davanti a sé"

dal romanzo “La vie devant soi” di Romain Gary, scritto sotto lo pseudonimo di Émile Ajar

Uno spettacolo che fonde mirabilmente divertimento e commozione.

Il romanzo uscì nel 1975, ma pare scritto adesso, sebbene abbia una vita di quasi mezzo secolo.

Tale è l’attualità dei temi toccati e dei problemi proposti.

Primo fra tutti: la condizione femminile, nel momento in cui offre uno spaccato storico-antropologico del mondo della prostituzione.

Oltre  a quello dell’incontro fra culture, religioni, stili di vita.

Sembra anche proporre una via d’uscita: quella dell’indispensabile integrazione. Se non si vuole entrare in una dimensione conflittuale che esaspera le differenze e accentua gli scontri di civiltà.

Un messaggio d’incontro, di dialogo, di comprensione, di convivenza e accettazione della diversità. Non però con tono banalmente consolatorio da embrasson-nous (il volemose bene de noaltre). Ma l’invito a una riflessione pacata, ragionevole, matura.

Uno spettacolo di buoni sentimenti? Certo che sì! Ma perché dovremmo rifiutare un messaggio pacificatore?

Populi sensus maxime theatro et spectaculis perspectus est, è stato scritto. E vorremmo che la frase assurgesse a verità. Anche oggi.

Orlando recita alla grande e il messaggio arriva, malgrado se ne perda qualche parola, more solito.

Un bis particolarmente apprezzato è quello dell’esecuzione di un paio di brani di musica popolare etnica che Orlando esegue al flauto, affiancato e sorretto dai suoi quattro musicisti-complici.

Fuori programma anche un passaggio dell’ultima intervista dell’autore del romanzo sul tema dell’esistenza. In cui Gary confessa di aver tenacemente perseguito l’amore per la femminilità. Tanto da categorizzare sotto questa tipologia anche il messaggio valoriale di Cristo. Ché, se la Chiesa fosse stata in mano alle donne, vivremmo oggi una dimensione umana e religiosa meno egoista e più dazionale. Forse è vero.

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