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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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VISTI PER VOI Al Morlacchi in prima nazionale “Re Lear”, la tragedia più famosa del Grande Bardo

Una co-produzione dello Stabile dell’Umbria col Teatro dell’Elfo di Milano

Un lavoro (per la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia) della durata di ben tre ore (intervallo compreso). Che si appoggia all'impegno dazionale, scrupoloso e appassionato di Elio De Capitani, nei panni del re, con 11 attori che rispondono ai nomi di Mauro Bernardi, Elena Ghiaurov, Mauro Lamantia, Giuseppe Lanino, Viola Marietti, Giancarlo Previati, Alessandro Quattro, Elena Russo Arman, Nicola Stravalaci, Umberto Terruso, Simone Tudda.

L’attualità del personaggio assume la forza di un apologo. La ricerca estenuante della verità. Il significato della follia. La cecità che si risolve nella comprensione dell’avventura esistenziale.

Uno spettacolo superbo. Una traduzione nuova di zecca, attualizzata (come la pistola in scena insieme alle spade) con espressioni tipo “Stiamo a vedere chi è in e chi è out”.

Una produzione di lusso in cui tutto gira alla perfezione: ogni attore nel ruolo, una colonna sonora straordinariamente efficace (forse un po’ troppo “sparata”), tempi perfetti. Un scenografia sofisticata nella sua semplicità. Costumi strepitosi, luci acconce. Alzi il dito chi rileva un difetto.

La Stagione al Morlacchi parte col piede giusto.

Uno spettacolo in cui si dà tanto. Di tutto. Troppo?

Nota a margine. In un teatro stipato (come si dice) “in ogni ordine di posti”, si è notata la presenza-testimonianza del Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria Marco Squarta e del sindaco di Perugia Andrea Romizi. Non accade spesso. Segno di un’attenzione dovuta e di un rinnovato interesse verso la produzione culturale della Regione e della Città. Sono gesti simbolici che si caricano del valore aggiunto dell’amore per il territorio. Che è casa nostra.

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