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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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PERUGINERIE Si allungano le giornate, si ripetono i detti in lingua perugina

A far capo dal periodo natalizio si rileva un graduale incremento delle ore di luce

Recita il brocardo popolare: Da la Madonna a Natale… l passo de n cane. Da Natale a l anno nòvo… l passo de m bovo.

Il primo riferimento è all’8 dicembre, comunemente indicato come la Festa dla Madonna, ossia l’Immacolata.

Si riteneva che in questo periodo l’aumento fosse limitato. E la metafora (l passo de n cane) esprime perfettamente questa piccola gradualità.

Invece il segmento cronologico dal Natale al nuovo anno è ritenuto portatore di un incremento più elevato: reso in dialetto con l’espressione l passo de m bòvo, ossia il passo di un bue.

Come si vede, le similitudini sono attinte dal mondo animale, con cui la popolazione rurale viveva praticamente in simbiosi.

In effetti la scienza ci insegna che le giornate si allungano dal 21 dicembre, grazie all'inizio del solstizio d'inverno, quando il sole inizia a salire più alto sull'orizzonte.

Fatto che comporta un aumento graduale e progressivo della durata delle ore di luce.

Intendiamoci: si tratta di minuti. Ma la circostanza è stata rilevata anche in assenza di cognizioni di carattere astronomico, solo sulla base dell’esperienza e della tradizione popolare.

Quanto poi alle previsioni per il nuovo anno… meglio non farne.

Tempo di lunari. Un tempo, nelle case era presente il calendario o lunario che, anche in forma visiva, indicava (oltre alle fasi lunari, utili per i lavori agricoli) i detti, i lavori agricoli, le parabole evangeliche, le festività religiose e laiche, fiere e mercati, aneddoti… previsioni, anche meteorologiche.

Alcuni prodotti erano famosi e assai diffusi. Per quanto riguarda il nostro territorio, a far capo dal 1945 si diffuse il Calendario di Frate Indovino di Padre Mariangelo da Cerqueto (al secolo Mario Budelli).

Ho sentito ironicamente apostrofarlo  (in riferimento alla scarsa attendibilità delle sue previsioni meteorologiche)  Calendario Se ce ndovino!

Inevitabile pensare al Dialogo di un venditore di Almanacchi e di un passeggere, di Giacomo Leopardi, dalle Operette Morali.

“Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?”. Riflessione consolatoria. Spesso smentita dai fatti. Ma sperare non costa niente. Anzi: aiuta.

PS. Onore a Walter Binni. Vale la pena di ricordare che il maggior studioso del Recanatese, e colui che operò un’autentica rivoluzione nella lettura del suo pensiero, specie per la poesia, è proprio il nostro concittadino Walter Binni, nato (1913) al civico 1 di via della Cupa e autore, fra l’atro, dello splendido La tramontana da Porta Sole.

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