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Domenica, 16 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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PERUGINERIE Oggi 8 marzo. Come un poeta perugino vede la donna nel mondo

Gian Paolo Migliarini dedica una poesia all’emancipazione della donna

Una composizione nella lingua del Grifo, proposta ai nostri lettori nel giorno della Festa internazionale della donna.

Donne in Italia e in altri Paesi. L’Iran, per esempio. Dove le donne sono private dei diritti come quello allo studio, alla parità, al rispetto.

La loro condizione viene confrontata, per opposizione, a quella del mondo occidentale in cui le libertà di pensiero e di emancipazione sono testimoniate anche dalla possibilità, per le donne, di circolare abbigliate come meglio credono.

Libere di volere e di… volare. Perché – dice Migliarini, usando un’espressione perugina – nun c’èn madonne.

Espressione che vale non ci son santi. Ma anche: la donna è un essere di questo mondo, non di una dimensione astratta e iperurania. Donne che hanno il diritto di stare al mondo, in questo mondo. A modo loro.

DONNE D’IRAN

Cuperte fin a j’occhi, veli neri, / fantasmi d’interesse o condizione, / private de studià, de desideri, / de primeggià, d’arcoje  n’emozione. // Donne pronte a lottà, senza misteri, / che rischion de murì pe mpiccagione, / sorbate, violentate, da “guerrieri” / de n Dio che nn arconosce religione. // Se guardono, se ncontrono alleate, / ntól nome de quil mondo dua le donne / ènno ricchezza, amate e rispettate, // dua viaggiono calzoni e minigonne, / libere de penzà, emancipate, / de volé e volà… nun c’èn madonne. // Cuperte fin a j’occhi, veli neri / che vedono n domani senza ieri.

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