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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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PERUGINERIE La processione del Venerdì Santo e le piantine pallide

Il detto "Sé più bianco dla veccia"

Antica tradizione perugina quella di utilizzare, per il Venerdì Santo, le piantine di veccia pallide in segno di lutto.

Niente clorofilla, niente verde. Era costume che negli armadi della sagrestia (o anche nei bugigattoli delle abitazioni private) si ponessero delle piantine di veccia al riparo dalla luce.

La conseguenza consisteva nel fatto che le lunghe foglioline non assumessero la tipica colorazione verde e che rimanessero pallide.

Queste piantine venivano poi esposte in chiesa ai piedi del Crocifisso e portate in processione insieme al catafalco del Cristo Morto. Non era raro che il Cristo venisse “spiccato” dalla Croce e adagiato sulla portantina.

Al rientro della processione lo si rimetteva sulla Croce in attesa della Resurrezione pasquale.

La spiegazione del detto. Dal colore di queste pianticelle il detto sè più bianco dla veccia, ad indicare un pallore eccessivo, probabile indice di cattiva salute.

L giro dle sette chiese. Altra tradizione consisteva nel fare il giro delle sette chiese. Possibilità offerta solo agli abitanti della città. Mentre nei paesi esisteva ordinariamente una sola chiesa parrocchiale.

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