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Giovedì, 13 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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PERUGINERIE “Aprile, non ti scoprire”, tutto secondo la tradizione popolare

Confermati dal meteo numerosi detti che "ardìc(o)no"

Si diceva un tempo Marzo, ogni vil(l)an va scalzo. In riferimento al fatto che l’aumento delle temperature consentiva di procedere a piedi nudi. Specie per chi, un tempo, le scarpe non le aveva. Ed era costretto a consumare la pelle dei piedi.

Circa le possibili intemperie del mese intestato al dio Marte, si esclamava Durasse la mala vicina quanto la neve marzolina! Il riferimento trasparente era alla rapidità dello scioglimento della neve col tepore delle temperature. In contrapposizione alla permanenza insopportabile di una vicina “mala” (origine diretta dal latino malus = cattivo), intendendo per tale l’impicciona e maldicente.

Venendo al mese corrente, l’ammonimento prudenziale recitava Aprile, non ti scoprire. E, a rinforzarlo, il successivo … Maggio, vacce adaggio!

Insomma, del mese di aprile non ci si poteva fidare. E nemmeno del più rassicurate maggio, con cui occorreva comunque andarci adaggio, ossia “adagio,con prudenza”.

Scorrendo le efemeridi climatiche si ritrova il 4 aprilante… quaranta dì durante. A significare che il tempo della giornata del 4 aprile darà l’imprinting a uno stesso tipo di clima per ulteriori 40 giorni. Il fatto è che, sebbene a distanza di pochi giorni, nessuno se lo ricorda che tempo abbia fatto quel giorno.

Bufale, bazzecole, quisquilie, pinzillacchere… si sarebbe detto un tempo.

Il marzo pazzerello esci col sole, porta l’ombrello fa decisamente il paio con April, apriletto, un dì freddo un dì caldetto.

E l’antropologia rurale riporta la positività della pioggia d’aprile che garantirebbe una raccolta d’uva abbondante: aprile ogni goccia n barile.

Sempre nel mondo agricolo Marzo sciucco e aprile bagnato, beato l villano ch à seminato.

Sta di fatto che la neve, anche a quote basse, nel mese di aprile, appartiene, più che all’aneddotica, alla storia. E che, prudentemente, è bene astenersi dall’uscire di casa n girigiòla (ossia “vestito alla leggera”). Come ci sconsiglia di fare il disegnatore Claudio Ferraci.

In ogni caso, la spossatezza primaverile è ben resa dal classico Aprile, dolce dormire. Che, essendo oggi domenica 21 aprile, possiamo tranquillamente mettere in atto.

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