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Giovedì, 13 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Vibio d’Oro 2024. Premi alle eccellenze

Sgamellotti, Picchiarelli, Leoni, fiori all’occhiello del territorio umbro

Riconoscimenti per la ricerca (Antonio Sgamellotti), per la Cultura (Veruska Picchiarelli), per l’ambiente (Roberto Leoni).

Ispirandosi alla storia gloriosa della famiglia Vibi. Quella da cui originò la figura di Gaio Vibio Treboniano Gallo. Auctor dell’iscrizione che corre lungo la cornice inferiore del fregio dell’Arco Etrusco, COLONIA  VIBIA, a ricordare lo status di colonia, concesso alla città dall'imperatore romano di origine perugina.

Il premio è stato istituito su impulso del professor Franco Cotana che di questa figura ha indagato storia e storie, recuperandone le opere e i giorni, annebbiata dal tempus edax rerum.

L’Istituzione del premio VIBIO D’ORO è dunque legata al 2023, anno in cui ricorrevano i 1770 anni dalla morte dell’Imperatore Vibio Treboniano di Marcianum, l’antica Marsciano

Ricorda Franco Cotana: “Nel 2023, anno di celebrazioni importanti per l’Umbria, come quelle dei cinquecento anni dalla morte di Perugino e Signorelli, Marsciano ha dato vita alla prima edizione di un Premio, orientato a valorizzare le eccellenze del territorio, ispirandosi ad una delle famiglie che da quasi duemila anni apporta un grande valore ai territori marscianese e umbro, estendendosi oltreoceano”.

Precisa: “L’occasione è stata la celebrazione della ricorrenza della morte di uno degli imperatori eletti durante il lungo dominio dell’Impero Romano: Gaius Vibius Trebonianus Gallus, più comunemente chiamato Vibio Treboniano, vissuto tra il 206 e il 253 d. C., del cui operato e fisionomia si riscontrano varie attestazioni toponomastiche e artistico-figurative. Tra le quali, citando gli esempi più illustri, una statua di grandi dimensioni conservata al Metropolitan Museum di New York e, in Umbria, l’Arco di Augusto e Porta Marzia a Perugia, che recano l'iscrizione “Colonia Vibia”, plausibilmente apposta, in passato, su tutti gli accessi alla città”.

Aggiunge: “La memoria più consistente, legata all'imperatore, risiede soprattutto nell’area marscianese in cui è nato. Il territorio, infatti, sin dai primi secoli a.C., fungeva da raccordo tra due delle Lucumonie del regno Etrusco, Perugia e Orvieto, poiché attraversata dall'asse viario conosciuto come via Orvietana”.

Riassumendo: “L’evento intende ripercorrere l’antica origine di Marcianum (Marsciano) che, secondo una tradizione, viene così denominata per volontà dello stesso Imperatore. La manifestazione vuole poi estendersi ai centri di pertinenza del borgo che possono essere compresi nelle cosiddette "terre dei Vibi", i borghi che conservano attestazioni di questa celebre Gens patrizia da cui proveniva Vibio Treboniano e le tracce che esistono anche fuori dal Comune oggetto dell'evento (ad esempio a Perugia, dove tuttora esiste via dei Vibi, in adiacenza al Palazzo Della Penna). La famiglia Vibi si è distinta nel corso dei secoli in vari ambiti, non solo in quello legato al potere: ad esempio, nel campo della valorizzazione architettonica sin dall’età romana, in quello artistico nel Rinascimento e anche, probabilmente, nella sfera religiosa, in quanto esistono due sante che recano nel proprio nome il ricordo dei Vibi”.

Queste le condivisibili motivazioni: “Volendo ripartire dalla grandezza dei personaggi che provengono da queste terre, valorizzando nello stesso tempo coloro che si distinguono nei temi sociali, culturali, scientifici ed imprenditoriali, a beneficio del territorio in cui opera la Fondazione Perugia, si vuole assegnare annualmente il premio “Vibio d’oro”.

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