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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Vescovo Marco Salvi vs “veggente” di Trevignano Romano. Risultati del primo round: 1-0

Gisella Cardia ritira il guanto della sfida e fa marcia indietro

La sedicente veggente abbandona i suoi seguaci e non si fa vedere al Campo delle Rose.

Lo fa per insicurezza, per vittimismo (che acchiappa sempre solidarietà) o perché ha capito che il giochetto è finito?

Nella collina che si affaccia sul lago di Bracciano, la vedente/vedette era attesa, con l’erba tagliata e la Madonnina “di ricambio”. Difatti quella originale, quella che piangeva e sanguinava (materia ematica suina, si dice), è stata portata in luogo acconcio dal donatore.

Niente preti, nel rispetto del divieto del vescovo Salvi a celebrare i sacramenti, a coordinare momenti di preghiera a perfino ad essere presenti, confermando, implicitamente, la validità delle azioni ivi poste in essere.

Madonnina di ricambio. E così i credenti (anzi, i credenzoni), presi alla sprovvista, ne hanno comprata una supplente. Che è esposta alle intemperie perché non hanno fatto in tempo a rimediare una teca, come per la precedente. Ma c’è il Crocifisso, quello azzurro. Anzi, due.  

D’altra parte era presente uno smilzo manipolo (meno di 40 persone) di fedelissimi, schierati fin dalle 10 del mattino, disposti a seguire la santona usque ad expurgationem sanguinis.

In fervida attesa di una presenza, quella della loro pat(/d)rona, che non si è concretizzata. E se la sono presa, arrabbiandosi di brutto. E dichiarando in intervista di sentirsi “traditi”.

È stata lei stessa a dare forfait dichiarando che vuole essere, e mostrarsi, in comunione con la Chiesa di cui rispetta le prescrizioni.

Ha dunque dismesso la faccia dell’armi riducendosi a più miti consigli. Verità o ipocrisia? Chi lo sa! Ma una qualche idea il lettore di certo se l’è fatta.

Perché quel documento della Commissione istituita dal vescovo Marco Salvi parla chiaro. Gisella non è stata cacciata dalla Chiesa. È stata lei a porsi al di fuori. Si potrebbe dire anche contro.

Chissà se nel pomeriggio - intorno alle 15-15:30, ora consueta delle “apparizioni” -  la Vergine desaparecida, comparsa immaginaria, si è fatta vedere. Magari nella cucina della Cardia, come più volte asserito. E ha lasciato un suo messaggio: pieno di sgrammaticature teologiche e… linguistiche?

Madame Gisella ha invitato i suoi seguaci a pregare e si è mostrata disponibile a intessere un proficuo dialogo con la Chiesa.

Dunque, niente scissione, che avrebbe conferito al suo agire lo stigma scismatico e dunque eretico.

Certo è che il livello dei suoi seguaci, stando a un’intervista a uno di loro, andata ieri dopo le 14:00 sulla seconda rete Rai, è di profilo bassissimo.

Un “testimone” ha dichiarato che la Chiesa “è finita” e che il vescovo “dica pure quello che vuole”.

“Noi tireremo dritto”, diceva un tale durante il Ventennio. Loro sono stati sulla collinetta dichiarando hic manebimus optime. Ma la loro profetessa stava alla larga. E se ne sono lamentati. Vivacemente.

Gli asseriti “miracoli”. D’altronde, a confermare l’odore di santità di Gisella, ci sarebbero miracolose guarigioni da mali incurabili: robetta come la neurofibromatosi e tumori polmonari maligni bilaterali. Questo asserisce un “testimone” di dubbia credibilità.

Fede o fanatismo? Di certo, la seconda che hai detto. Spazio ai ciarlatani che trovano spesso gente disperata, disinformata, priva di adeguati strumenti culturali, persone ingenue, semplici (sempliciotte!), capaci di farsi abbindolare dalle cialtronerie [vedi l’intervista a monsignor Fausto Sciurpa nell’edizione odierna].

E le stimmate? Fin qui erano accuratamente “celate” sotto i guanti. Le faccia vedere e verificheremo.

Macché! – dicono i credenzoni – cosa volete vedere, non vi fidate? Lo sanno tutti che le stimmate a Gisella compaiono durante la settimana santa, poi, con la Resurrezione, spariscono. Come d’incanto.

Insomma, ieri è andato in scena l’ultimo atto (si spera) di una farsa. Che speriamo non preveda un secondo tempo. Per quanto ci riguarda, finisce qui.

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