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Domenica, 16 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Un Flash mob per porre fine alla violenza sulle donne e sulle bambine

La Kermesse alle 18:30, in Corso Vannucci, insidiata dalla pioggia

Precedenti. Il 2016, l’iniziativa di Perugia dedicata alle donne disabili con l’introduzione della Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.) nella coreografia ufficiale. 

2017, in Corso Vannucci centinaia di persone attirate al flash mob planetario del 2013 che ha coinvolto 200 Paesi in tutto il mondo.

Iniziative apprezzate dall’ideatrice della campagna, la scrittrice e attivista statunitense Eve Ensler, e dalla direttrice internazionale Monique Wilson. 

Dopo la pausa pandemica, il coordinamento di One Billion Rising Perugia, movimento spontaneo di cittadine e cittadini, si è riattivato l’8 marzo 2023, per la Giornata Internazionale della Donna.

INVIATO CITTADINO Messo a punto il flash mob contro la violenza su donne e bambine
Quest’anno, il 9 marzo alle 18:30, l’Organizzazione vuole tornare al centro della Città per dar voce alle donne sopravvissute, a tutte coloro che trovano il coraggio di denunciare la violenza e alle vittime di femminicidio, che rischiano di non avere più voce.

Le finalità sono riconducibili all’intenzione di diffondere sul territorio una cultura di contrasto alla violenza di genere.

Ma anche ricordare le violenze subite dalle donne in tutto il mondo e dire no a tutte le guerre.

Sottolineare la necessità di una reale tutela delle donne disabili che subiscono violenza.

E, più di tutto, evidenziare il cumulo di criticità e ingiustizie come il sovraccarico di lavoro, il lavoro di cura, quello domestico, l’impegno di pianificazione delle spese e organizzazione familiare, che pesa soprattutto sulle donne, non pagate, mal pagate, precarie, disoccupate.

Ricordando specialmente il diritto alla salute, minacciato dalla limitazione e dalla chiusura dei consultori e dall’insufficienza del servizio pubblico. Per cui, chi ha i soldi si cura e può permettersi di denunciare. I più deboli e fragili sono costretti a subire in silenzio.

Last but not least: il diritto a emanciparsi da condizioni di violenza e violenza domestica. Assai più diffusi di quanto comunemente si pensi e si conosca.

In  nome di questa protesta e della sentita ricerca di poteri, voleri e valori, le donne hanno manifestato. Una volta ancora. Speriamo non vanamente.

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