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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Tre donne (che poi sono 4) intorno al cor mi son venute

La Commissione toponomastica intesta, fra le altre, una via alla divina Callas

L’Amministrazione comunale di Perugia, in occasione della giornata internazionale per i diritti della donna, ha aderito alla campagna dell’Associazione “Toponomastica femminile” intitolata “8 marzo, tre donne tre strade”.

Le donne citate nel comunicato sono, rispettivamente, Virginia Angiola Borrino (medico pediatra e docente universitaria anche presso l’ateneo di Perugia), Marisa Bellisario (imprenditrice e manager d’azienda), Rosa Parks (attivista statunitense, divenuta simbolo della lotta per i diritti civili), Maria Callas (soprano famosa in tutto il mondo).

Sono quattro, non tre. Meglio così. Come si dice: melius abundare quam deficere.

Mi soffermo sulla figura della Callas che spicca di certo fra le altre (pur meritevolissime) per il suo profilo internazionale.

Ricordando la sua presenza nella città del Grifo nel lontano 1949.

Voglio citare il suo impegno artistico a Perugia, dove era stata chiamata da Francesco Siciliani per l’Oratorio di San Giovanni Battista di Alessandro Stradella. Evento che si tenne effettivamente nel complesso benedettino di San Pietro.

Riguardo alla sua presenza a Perugia, riporto un brano dal suo epistolario.

Il 15 settembre 1949, da Perugia, Maria scrive al marito Giovan Battista Meneghini: Come hai capito, ieri siamo partiti improvvisamente [da Roma ndr] per Perugia alle 3.00 e siamo arrivati alle 6.30-7.00, bene. Ho trovato una stanza non bella ma ch’ha il bagno. Ho fatto pensione qui e così non devo uscire per i pasti.

Evidentemente, doveva trattarsi di una sistemazione poco soddisfacente, inadeguata al rango di un personaggio del livello di Maria. Tanto che successivamente trova un più confortevole alloggio.

Fu sistemata all’Hotel Brufani. Da dove, su carta intestata dell’albergo, due giorni dopo scrive: Caro mio amato. Mi manchi tanto che non puoi credere. Oggi specialmente poiché il tempo è brutto: pioggia quindi tristezza. Prove tre volte in un giorno. Poi mi tocca stare insieme ai miei colleghi cosa che mi dà il maggior fastidio lo sai. Pazienza! La verità è che non so stare senza di te più di un giorno. Tutto e tutti mi sembrano stupidi. Eppure devo stare senza te ogni tanto! E tu come stai? Cosa fai? Ti manco? Sono contenta che tu venga Domenica. Contenta che venga anche la mamma e Pia [zia del marito Giovan Battista, ndr].

A Perugia fa freddo. Quindi una richiesta di vestiario e… gioielli: Chi sa se hai trovato il mio vestito nero, lungo, di velluto con taffetà rosa. Anche la sua giacchettina. Non potrò cantare senza. E poi chi sa se riceverai questa mia in tempo. Poi ti pregherò di portarmi una giacca di pelliccia, giù fa freddo e le sere non so cosa mettere. Specie domenica. Portami anche qualche gioiello, cioè il brillante e la collana con orecchini. Scusa sai che ti secco, ma vedi che c’è bisogno di certe cose, anche  se si è semplici come me… (sic!).

La Callas non sarebbe mai più tornata a Perugia.

Ci venne invece il nipote, Angelo Meneghini, per sposare una donna della nostra terra.

Scrive, infatti, Angelo Meneghini nel nostro libro Mia zia Maria Callas. Dietro le quinte, (Morlacchi editore): Compresi con amarezza la profondità del suo dolore [dello zio Giovan Battista, mollato dalla Callas per Onassis, ndr] in occasione del mio matrimonio, celebrato nella Basilica benedettina di San Pietro in Perugia, il 3 febbraio 1964. Lo zio Battista mi fece da testimone insieme allo zio Tano. A un certo punto della cerimonia, vidi che “una furtiva lagrima” gli scivolava sulle gote e gli rivolsi la parola immaginando che l’emozione fosse legata al fatto di vedere il matrimonio del nipote che aveva prediletto da bambino. Mi disilluse dicendo: “Qui Maria cantò nel 1949”. Era questa la causa di quel turbamento.

Piace dunque (non solo come autore di questo libro, ma come perugino) che Perugia abbia voluto ricordare la Divina Callas che girò per piazze e strade della città d’Euliste. Anche se si lamentò per il clima poco amabile. Ma, da questo punto di vista, Milano era forse migliore?

In gallery alcune tavole del Maestro Stefano Chiacchella, in omaggio alla presenza della Divina fra i travertini della Vetusta.

PS. Un evento a ingresso libero e gratuito. Quanti vorranno assistere a una commemorazione spettacolare della Divina, potranno accedere – venerdì 26 aprile, ore 17:00 – all’Auditorium di Santa Cecilia, in via Fratti 1, per l’evento concerto “Ricordando la Callas”. Nel corso del quale potranno ascoltare il soprano Chiara Mogini accompagnata dal pianista Nicola Dal Cero.

Lo storico del Cinema Fabio Melelli tratterà il tema La Callas e il cinema.

Contestualmente alla conversazione tra Leonardo Varasano e gli autori (il sottoscritto e Angelo Meneghini) del volume Mia zia Maria Callas. Dietro le quinte (Morlacchi editore).

Evento voluto dall'Agimus di Salvatore Silivestro.

Foto - Ricordando Maria Callas... a Perugia

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