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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Tornano, per mano della Provvidenza, i soldi per i poveri rubati a Ponte d’Oddi

Donato il salvadanaio a porcellino da un bambino generoso

Segno che il Padreterno, come si dice, vede e provvede. E che anche dal male può derivare il bene.

Tanto che anche qualche condominio ha iniziato a raccogliere offerte per compensare quella perdita.

Effettivamente, quel furto  da noi raccontato in esclusiva (per averne sentito parlare da Padre Andrea alla liturgia domenicale nella  chiesa di San Giovanni apostolo) ha scosso più d’una coscienza.

E, in specie, ha toccato il cuore di un bambino.

Era stata la mamma a leggergli la notizia tratta dalle nostre colonne. Dettagliando come quella somma, frutto delle offerte provenienti dalla celebrazione di due funerali, fosse destinata ai poveri.

Quei soldi – deve aver pensato il bambino – sarebbero stati usati per generi di conforto e, chissà, forse anche per qualche giocattolo, dono di Natale.

“La mano cattiva che ha rubato quel denaro ha privato dei bambini come me di un regalo lungamente atteso”, deve aver pensato il donatore.

Da qui la decisione irrevocabile: voglio regalare il maialino coi soldini dei nonni e dei genitori per compensare quella perdita.

È così accaduto che mamma e bambino incontrassero, davanti alla farmacia di Ponte d’Oddi, Padre Andrea. La mamma domanda se il parroco può assecondare questo desiderio del figlio. Perché l’idea è quella di andare a casa a prendere il salvadanaio e consegnarglielo.

Risponde don Andrea: “Va bene, vi aspetto in parrocchia”.

Dopo un po’, la mamma e il bambino tornano e consegnano il salvadanaio. Che non viene rotto, ma aperto togliendo il tappo e riconsegnato al legittimo ‘titolare’.

Commozione per il prete e per noi, quando ieri ce lo ha raccontato.

Non so quanto denaro contenesse il maialino. Certo è che, più che il quantum, conta l’atto. Come per il soldino della vedova.

Sembrano gesti da libro Cuore. Che ci confortano. Perché dimostrano come, anche in tempi di egoismo consumistico, certi valori restino. E che nell’animo umano albergano ancora generosità e gentilezza.

Sinite parvulos venire ad me, ha detto qualcuno finito in Croce. Perché sapeva che nasciamo buoni e che la vita o i cattivi esempi sono gli elementi che ci rendono peggiori.

Proprio una bella storia di Natale. Un insegnamento che ci fa riscoprire un mondo di sentimenti solidali.

Siamo certi che, insieme a quei soldini, nel maialino c’era anche un pezzo di cuore di bambino. Bello grosso. E palpitante d’amore.

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