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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Stagione teatrale di lusso alla Filarmonica di Corciano. Per orientarsi nella babele dei linguaggi... con spigolatura "goldoniana"

Aggiungiamo un nuovo albero alla foresta del palcoscenico 'rivelatore' (Nino Marino)

Teatro per imparare a capire chi siamo. Aperti a recepire la molteplicità dei linguaggi, sostiene Francesco Mangano, assessore alla cultura della città di Coragino. E declina almeno tre modalità/tipologie di comunicazione: la classica, la moderna, la giullaresca.

Proponendo esempi dal ventaglio selezionato con la complicità di Biancamaria Ragni, che della macchina teatrale e del milieu culturale del palcoscenico conosce volti-risvolti. Essendo stata lattata dalla madre Eleonora Mosconi, attrice, e dal mai troppo rimpianto padre Sergio, intellettuale lucidissimo, regista, uomo che del teatro ci ha trasmesso scienza e coscienza.

C’è peraltro da considerare che, per il teatro corcianese, questo è un gioioso decennale. Essendo iniziata la collaborazione con lo stabile nell’anno 2013, sindaco Betti.

Ed ecco la domanda dell’assessore Mangano: a cosa serve il Teatro? Come può incidere nel contesto umano, culturale, antropologico della comunità corcianese? Considerando, peraltro, che la piccola/grande Corciano può contare su ben tre teatri: il Cucinelli (di livello internazionale), la Filarmonica (in sinergia con lo Stabile), l’Arca con una programmazione imperniata sul dialetto e legata a gruppi storici come “Il Carro di Chiugiana” dell’ottimo Cesare Giugliarelli & soci. Senza trascurare le attività formative in atto con le scuole primaria e secondaria. 

Dunque, “teatro” come capacità di lettura di temi e problemi di ieri e di oggi. Come risorsa per interpretare stili e stilemi, vezzi e vizi, tic e tac dell’orologio del nostro tempo. O, come diceva Eduardo, luogo dove vivere sul serio ciò che gli altri, nella vita vera, recitano male.

Oppure, citando Arthur Miller: “Ci sono cose assolutamente inutili, come il teatro, l’arte, la letteratura che non ci insegnano niente. Tranne, forse, il senso della vita”.

Se così stanno le cose, non si può che plaudire a una programmazione che si dipana in sette spettacoli di rango. Sui quali torneremo a bocce ferme, nella rubrica VISTI PER VOI, dopo averne assaporato la grana.

Ma è impossibile non citare il Dialogo di una prostituta col suo cliente di Dacia Maraini (28 febbraio), il Raffaello, il figlio del vento, di/con Matthias Martelli (28 gennaio, e lo vedremo, volentieri, per la terza volta!), la Favola di Natale di Giovannino Guareschi (30 dicembre, che prenoto per ragioni… familiari).

Mi incuriosisce parecchio Il primo servitore, su soggetto di Marco Gnaccolini (del 2 dicembre), in quanto parla, in chiave fiction, di Carlo Goldoni, cui sarebbe balenato in mente il plot de Il servitore di due padroni.

Chissà se l’autore è a conoscenza del fatto che, in Palazzo Gallenga-Stuart, oggi sede UniStra, esiste una sala “goldoniana” ove si dice che il giovane, futuro commediografo (a Perugia, dove iniziò gli studi, avendo seguito il padre medico che lavorava fra i travertini della Vetusta), avrebbe dato sfogo alla sua prima vocazione drammaturgica in veste di attore.

Sarà interessante scoprirlo.

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