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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Qui Perugia, teatro Zenith, parla Brando

Chi, Marlon? No: De Sica, venuto a presentare il suo primo film da regista

Si tratta dell’anteprima di “Mimì-Il principe delle tenebre” che Marlon sta accompagnando in tutto lo stivale.

Ne parliamo col critico cinematografico Fabio Melelli che ha fattivamente interloquito con un figlio d’arte da tenere in considerazione. Non solo un nome: quello del nonno Vittorio, del padre Cristian. Ma un autentico talento, frutto di un percorso di formazione rigoroso, da persuaso cinefilo e artista di sicuro talento.

In quale contesto sì è inserita la presenza di Marlon De Sica a Perugia?

“Un evento organizzato da Umbriafilmacademy, articolato in due diversi momenti: un workshop riservato a studenti e appassionati di cinema e la presentazione vera e propria del film sul palco del Cinema Zenith, in cui è stato raggiunto dal protagonista: il giovanissimo Domenico Cuomo”.

In quale misura credi che quest’‘opera prima’ si possa ritenere un film importante e significativo?

“Nella misura in cui è un film con un approccio originale e piglio sicuro. Da accorto cinefilo, Brando rielabora tutta una tradizione del cinema e della letteratura gotica, contestualizzandola in una cornice insolita, se non inedita: ovvero la città di Napoli”.

Non sussiste il rischio che l’opera smargini nell’arbitrario? Vampiri trasferiti nel contesto partenopeo!

“L’esperimento non è affatto arbitrario, come potrebbe apparire, perché leggenda vuole che proprio a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria La Nova, si trovi la tomba del famigerato Conte Vlad”.

Di cosa parla il film? La solita storiella di vampiri con effettacci et similia?

“Non è così. Il film è raccontato come fosse una storia di vampiri, ma in realtà è molto altro”.

Cos'altro? A quale genere potrebbe accreditarsi?

“È un Bildungsroman, un romanzo di formazione, riguarda l'evoluzione del protagonista verso l'età adulta. Ma è anche un film sulla crisi dell’identità, una sorta di Pinocchio aggiornato alla contemporaneità”.

Quale il plot?

“Un giovane pizzaiolo, Mimì, e una ragazza dark, che si chiama Carmilla (come la vampira fascinosa e sensuale di Sheridan Le Fanu), vengono raccontati in un mondo sospeso tra realtà, fantasia e sogno”.

Un gotico citazionale… colto?

“I protagonisti vivono immersi in un universo favolistico ed esoterico, con decisi rimandi al cinema espressionista di Murnau ed epigoni, oltre che alla letteratura di Giambattista Basile”.

Come definiresti il Brando De Sica regista?

“Credo che sia uno dei registi, tecnicamente e culturalmente, più preparati tra le nuove leve del cinema italiano”.

Cosa te lo fa sostenere?

“Intanto ha studiato in una delle più importanti scuole di cinema del mondo, quella della University of Southern California, a Los Angeles”.

Quali i Maestri di riferimento?

“Per citare i maggiori, ha avuto come tutor David Lynch. Il diploma di laurea glielo ha consegnato Clint Eastwood!”.

Scusate se è poco! E in Italia?

“Prima di debuttare ufficialmente nella regia, Brando è stato assistente di Pupi Avati e Matteo Garrone- Ha inoltre diretto, senza firmare, due film interpretati dal padre, Christian De Sica, con ottimi esiti al botteghino”.

Altre esperienze significative?

“Brando ha spaziato in tutti i campi della regia cinematografica e video, dirigendo cortometraggi a soggetto, short pubblicitari e video musicali”.

Insomma, un professionista versatile. Quale il suo stile di regia?

“È un regista che struttura i suoi film partendo dalla solidità della scrittura e dell’arco narrativo, predisponendo nei dettagli inquadrature e suoni, approntando degli elaboratissimi storyboard, esattamente come faceva Hitchcock, che Brando ha studiato sui banchi dell’università”.

Altre caratteristiche apprezzabili del film?

“La fotografia di Mimì, per esempio, è davvero straordinaria per gli standard dell’odierno cinema italiano”.

In che senso?

“La fotografia gioca con le dominanti del colore - a tratti quasi pittorico - come accadeva in quel cinema gotico, tanto britannico quanto italiano, che è il suo punto di riferimento visivo ed emozionale”.

Insomma, una sicura promessa?

"Una promessa già mantenuta!".

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