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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Quella pista, bella ma… pericolosa

Crescono le critiche verso il magico 8 di piazza Italia

Bella è bella. E inusuale. Come oggi si dice site specific: ossia pensata, realizzata esattamente per essere inserita in quel preciso luogo. E le sue immagini, specialmente quelle dall’alto, hanno colpito favorevolmente. Lode, dunque, a chi l’ha immaginata.

Purtroppo è incorsa in qualche inconveniente, come quello climatico,  imprevedibile, data la stagione. Tanto  per ricordarlo, la temperatura elevata ha ostacolato, rallentato e reso più costoso il congelamento. Da qui l’attivazione con qualche ritardo. Ma l’inconveniente è stato superato.

Poi sono cominciate a fioccare le critiche. Relative, fondamentalmente, alla potenziale pericolosità.

Le critiche.

È in pendenza e porta a prendere velocità anche a coloro che non hanno la necessaria destrezza per cavarsela.

È troppo stretta.

Entrano tutti, indifferentemente: anche senza pattini ai piedi e adeguate protezioni (casco e ginocchiere almeno).

Non ci sono vie di fuga: è un budello e tutti vanno e fanno come a loro pare.

Non c'è una direzione unica, con qualche inevitabile “scontro”. Insomma: non si tratta di una pista da sci dove si scende tutti nella medesima direzione. Qui esiste anche il rischio di scontri frontali!

Da ciò discende una sequela di spinte, botte e cadute con incidenti (per fortuna, almeno fino ad oggi, di relativa gravità).

Chi non sa frenare, si ferma andando a sbattere sugli altri (e poi le lamine dei pattini diventano coltelli affilati e taglienti!)

Entrano persone di tutte le età, da bambini piccolissimi ad adulti maturi selfiemaniaci. Addirittura bambini piccolissimi, spinti da altri bambini un po’ più grandicelli, con le imprudenze tipiche dell’età (foto in pagina).

Questa la summa dei vari cahiers de doléances pervenuti all’Inviato Cittadino. Il quale, essendo digiuno di sport, e in specie di pattinaggio, si limita a darne conto perché il lettore le valuti. Ed, eventualmente, ci faccia la tara.

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