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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Quel redivivo, antico statuto della Confraternita dei Falegnami

Rintracciato nella chiesa di San Giuseppe al Crocevia

Salvato dalla dispersione, grazie a un ritrovamento casuale durante dei lavori di restauro effettuati circa tre anni fa.

Un sensibile e competente restauratore intercettò questo documento di sicuro interesse, buttato lì in un angolo vicino al bagno. E probabilmente destinato a finire nel dimenticatoio, se non gettato alle ortiche come “robetta” di nessun valore.

Quel documento non sfuggì all’occhio addestrato del restauratore Giovanni Manuali che ne segnalò l’esistenza alla sovrintendente archivistica Giovanna Giubbini.

Da collaudata esperta, la sovrintendente non esitò a farsi carico della conservazione e del restauro del documento. Riconoscendogli valore e diritto di “sopravvivenza”.

Si tratta di una carta incollata su tela. Il tutto inquadrato in una cornice di modesto valore.

È scritto con penna a inchiostro che risultava un po’ deteriorato. Da qui la necessità di “rinfrescarlo”.

Contiene, elencativamente, dei principii-regole non solo di carattere professionale, ma anche civile, morale, religioso.

Come abbigliarsi, quante volte andare a messa, come relazionarsi nella vita professionale e sociale.

Insomma: un vademecum, un galateo, uno prototipo di carattere paradigmatico.

Il che dimostra come le Confraternite e le Arti non fossero solo organizzazioni corporative di natura “sindacale”. Ma anche riunione di persone che condividevano valori e dignità.

Lo Statuto della Confraternita dei Falegnami è adesso depositato presso l’Archivio diocesano, in completa tutela e sicurezza.

Giovanna Giubbini ci comunica che sarà sua cura inserire il documento fra quelli in corso di digitalizzazione. Appena sarà fatto, chiederemo il permesso di pubblicarlo.

La sovrintendente provvederà anche a far eseguire una fotoriproduzione che verrà riportata della sede originaria della chiesa di San Giuseppe al Crocevia. A futura memoria e testimonianza.

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