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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Quando la cera c’era… e ancora c’è. Straordinaria iniziativa al Borgo S. Antonio

Filologicamente ricostruita, nasce la Cereria medievale di Mastro Roberto

Merito dei soci dell’Associazione Porta Pesa-Borgo S. Antonio. Ma soprattutto della socia Marina Nenci, la più convinta sostenitrice di questa operazione che profuma di cera, di storia e di peruginità.

“Questa realizzazione intende soprattutto celebrare  i tanti artigiani  dimenticati, i travolti dai marosi della storia, quelli senza memoria. Questo popolo operoso e non condottieri prezzolati e privi di scrupoli”, esordisce Marina.

Lo si vede dall’insegna che propone l’immagine del gatto, vero?

“Esattamente. Il simbolo della fazione popolare dei Raspanti, nelle cui botteghe  sicuramente  si aggiravano  dei gatti sornioni!” .

Precisa Marina: “Abbiamo inteso rievocare la parte  fattiva  del popolo perugino. Costituito da quelle figure artigianali che hanno fatto grande la città”.

Ricordo, Marina, che tu e Francesco siete stati parte attiva in Perugia 1416. Sfilando con eleganza e contribuendo alla sua iniziale propaganda. Come mai ne avete preso le distanze?

“Non ne condividevamo più gli intenti. Se ne era perso il disegno  originario, in forza del quale avevamo aderito. Infatti negli anni si è sempre più marginalizzata  la  narrazione  del contesto  storico, sostituita da  una iperfocalizzazione  spinta su un singolo  personaggio. Non vogliamo essere confusi con quella rievocazione, assumendo tutt’altro stile e perseguendo differenti finalità”.

Dicci qualcosa sull’ambiente in cui opera la cereria medievale

“Al civico 114 di corso Bersaglieri, abbiamo sottratto  all’oblio un luogo abbandonato da decenni. Era coperto da una crosta cementizia, che abbiamo frantumato e rimosso, riportando alla luce l’originaria muratura. Al dire degli esperti, che ne hanno esaminata la volta sovrastata da una cuspide, si tratta di un manufatto databile tra la fine del 1200 e il Trecento. Ideale per realizzarvi il laboratorio artigianale che intendevamo ricostruire”.

Come avete agito?

“Abbiamo operato in concordia e condivisione di intenti. Ciascuno ha fatto quello che poteva, voleva e sapeva fare. La questione è valsa per impianti, realizzazione di suppellettili, arredi, macchina di cereria. Direi che, oltre al lavoro, ciascun borgarolo ci la lasciato un po’ di cuore. Credo di poter dire che abbiamo agito convintamente e in spirito di comunità. Insomma: lavorando per l’obiettivo di fondo che orienta il nostro fare e nutre le nostre intenzioni”.

Dove e come avete reperito la materia prima?

“Abbiamo utilizzato la cera proveniente dalle arnie da noi collocate nella scarpata di viale Sant’Antonio, che si affaccia sul Bulagaio. Quel dirupo disagevole è diventato un luogo esemplare di natura in dialogo con le persone. Quel miele costituisce anche un prodotto da  cui si ricavano risorse  investite nella tutela e nel  recupero delle nostre emergenze storico-artistico-monumentali. Abbiamo, insomma, inaugurato un circolo virtuoso di cui andiamo fieri”.

È vero che operate in abiti medievali?

“Verissimo. Così come produciamo seguendo tecniche e modalità antiche”.

Un passo… indietro?

“Proprio no! Direi invece un passo avanti nel recupero di storia e identità. E, mi permetto di dire, nelle modalità corrette e senza vuoti esibizionismi”.

La cereria del Borgo è visitabile? Come e quando?

“L’inaugurazione sabato 16 dicembre alle 16:30. Visite guidate e laboratori (con orario 16:00-19:00, prenotazioni al 3470583608) che si protrarranno per tutte le festività e più avanti. Compresi incontri con le scuole e con quanti siano interessati a compiere un tuffo nel passato, in modo semplice, ma ricco di contenuti culturali”.

Foto - La Cereria medievale di Mastro Roberto in Borgo S. Antonio

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