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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Porta S. Angelo. Luce e buio (ma soprattutto buio) agli ex Lavatoi e alla Torre

Quella anonima (e incosciente) manina che stacca la corrente

Ne abbiamo già parlato. Evidenziando come l’illuminazione sparisca come d’incanto. E non per caso.

Il fatto è che la stessa linea elettrica alimenta i riflettori puntati sul Cassero, il tratto di strada incluso nella torre, l’ultimo lampione in prossimità dell’ex Casina del Dazio, tutti i riflettori interni all’attuale giardinetto, ex Lavatoi Liberty. Insomma: con un solo atto si mette tutta la zona al buio.

Il busillis è stato chiarito.

Infatti l’interruttore generale è dentro un box murato all’interno, sulla parete a sinistra di chi entra.

C’è chi, col favore delle tenebre, entra (il cancello scorrevole è bloccato da anni e inoltre, morta la signora Paola, la gattara del Borgo d’Oro, non c’è nessuno che chiuderebbe). Il Tizio apre lo sportellino con un quadruccio posseduto proditoriamente e impropriamente utilizzato, e abbassa l'interruttore generale.

A questo punto, tutto al buio.

Qualcuno ha interrogato i residenti di prossimità e ne è uscito che un abitante nei pressi, pensando di far bene, per eliminare ‘cattive presenze’ notturne e loschi traffici, stacca la luce per lasciare tutto al buio.

Senza riflettere sul fatto che è proprio col favore delle tenebre che chi agisce a fin di male è più libero di farlo.

Un borgarolo del “vicolo lungo” (F. C.), come chiamiamo via Lupattelli, ha sollecitato un’infinità di volte la manutenzione. Che ha mandato gente a verificare e a riattaccare la corrente. Ma, passati un paio di giorni, tutto torna al buio.

Quella manina o manona scriteriata riapre lo sportellino, abbassa la levetta e il gioco è fatto.

Fino al successivo intervento di ripristino.

Si può andare avanti così?

Foto - La luce che va e viene alla sommità di corso Garibaldi

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