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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Piazza Danti riqualificata. Sì, ma è deserto o kebab. La novità sulla scultura di Giovagnoni

I commenti al nostro servizio sulla rimozione della storica edicola

Inutile piangere sul latte versato. Quando siamo noi stessi, con le nostre scelte, a provocare certi risultati.

Chi è causa del suo mal… pianga se stesso. È la risposta a chi propone di fare delle edicole in disuso qualcosa di diverso.

Commenta, in proposito, Riccardo: “Vedo tante lacrime... Ma ci si va poi a comprare nelle edicole o nei negozi, oppure si compra tutto online? È  facile piangere dopo... Quale futuro stiamo costruendo?”. Difficile dargli torto.

Dice Tommaso: “La potevano riqualificare, come in qualsiasi città. Avrebbero potuto trasformarla in un infopoint, visto che nessuno sa dove l’Ufficio informazione si trovi attualmente [Logge dei Lanari, Arconi… ndr]. Avrebbero potuto cambiare la destinazione d’uso, avrebbero potuto fare qualsiasi cosa. Avrebbero potuto… e invece l’hanno fatta marcire e poi l’hanno smontata”.

Concludendo: “La domanda è: questo centro storico lo vogliamo riqualificare oppure deve morire lentamente nell’abbandono e nel degrado?”.

Ma in piazza Grimana è accaduto lo stesso. Sebbene si trattasse di una struttura magnifica: termocondizionata, con bagno interno, in stile. Eppure è rimasta lì per anni, finché non l’hanno rimossa.

L’esempio dello Sargo della Pesa. Ricorda Carla (Santucci, monteluciana doc e nipote dell’indimenticabile direttore Giacomo): “Per esempio quella di Porta Pesa, essendo privata, rimane al  suo posto, con altra destinazione d’uso: piccolo commercio di libri e riviste, bevande e happy hours”.

Esempio virtuoso? Anche se qualcuno osserva che il giro d’affari dovrebbe essere assai modesto, se è vero che l’edicola spesso è chiusa.  Ma almeno ci hanno provato. E aspettiamo di vedere come procede.

Una seconda... Carla propone di imitare la scelta di Roma, dove alcune edicole sono state accreditate per il rilascio di certificazione anagrafica, al costo di soli euro 1.50 e allega il seguente link (Certificati anagrafici in edicola a Roma: ecco come, dove e quali si possono fare. La mappa dei chioschi - la Repubblica)

Edicole: il problema dei problemi. Pare che ormai la sorte delle edicole sia irreversibilmente segnata. Occorre inventarsi qualcosa. E l’edicola della Pesa ha almeno il merito di costituire una proposta innovativa. Si tratta di spremersi le meningi e immaginare, per le edicole dismesse, un futuro che non sia la brutale rottamazione.

Chiudendo con le parole di Tommaso, che traccia un amaro consuntivo: “Così adesso non è rimasto più nulla di Piazza Danti: i cocciai non ci sono più, l’edicola è sparita, l’unica cosa che non manca mai sono le auto in sosta selvaggia e certi locali di kebab, un pugno nell’occhio in una piazza così importante”.

Già: kebab e simili… nel solco della tradizione antropologico-alimentare della Vetusta? Ma sulle licenze concesse senza riguardo alla storia e all’identità cittadina… avremo modo di tornare.

Il Posto di Polizia, una garanzia. Resta – è giusto ricordarlo – il Posto di Polizia (foto) che, sebbene part-time, garantisce un minimo di presidio in termini di sicurezza. E non è cosa da poco.

PS. Un rumor circola a ruota della notizia. Pare che la riproduzione, in proporzioni aumentate, della scultura di Artemio Giovagnoni Elisabetta e la tortorella, anziché in un punto centrale della piazza, potrebbe essere collocata in quell’angolo spoglio, già occupato dall’edicola rimossa. C’è chi già grida allo scandalo. Personalmente non ci troverei nulla di male. Anzi. Mi piacerebbe sostenerla. E a breve intendo tornarci.

Foto - Rimossa l'edicola, si pensa di collocare al suo posto la scultura di Artemio Giovagnoni

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

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