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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Le deiezioni dei piccioni scacciano i clienti dell’acropoli

La protesta di una negoziante. Occorre fare qualcosa

Il problema è antico e si è proporzionalmente ridotto rispetto a qualche anno fa. Ad esempio, piazza IV Novembre e la Fontana Maggiore erano letteralmente invase dai volatili che imbrattavano e danneggiavano emergenze storico-architettoniche, disturbando le persone.

Foto - Le deiezioni dei piccioni all'acropoli e dintorni

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

Accade ancora che qualche piccione ci vada a bere. Come anche alla Fonte Tezia, alla base del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco. Penne e feci vengono costantemente rimosse dai fontanieri del Comune.

Capita anche di trovare delle carcasse di piccioni nelle due vasche della Fontana di Bevignate.

Ma qualcosa è stato fatto, come le ordinanze che vietano di alimentare i pennuti.

Anche in zone come Via Ripa di Meana-viale San Domenico, specie dopo i lavori che si sono protratti a lungo, la più imponente colonia di piccioni si è letteralmente volatilizzata. Certamente perché, a causa del blocco del traffico, gli animalisti hanno cessato di portare cibo e acqua. Lo stesso vale per i roditori che sono letteralmente scomparsi per il venir meno del cibo, abbondantemente conferito in precedenza.

Restano delle zone ad alta criticità: penso a via Scoscesa, che raccorda le scalette di via Bartolo con via Pinturicchio. Qui, specie nel tratto iniziale, domina incontrastato uno strato di guano che la pulizia non riesce a rimuovere.

Ma la rimostranza di qualche negoziante di corso Vannucci risuona alta. Una in particolare rileva: “L’ingresso del negozio è regolarmente sudicio: non si resiste a pulire”. Aggiunge: “Anche qualche cliente è stato colpito e questo nuoce gravemente all’immagine del negozio che risulta meno attrattivo”.

In effetti, al civico 6 di corso Vannucci, la situazione è palpabile. “Lo stormo di piccioni alberga stabilmente sui davanzali e sulle aperture nel muro. La situazione è insostenibile. Il Comune deve fare qualcosa”.

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