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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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Un vero trionfo in un convegno a Bruxelles dove si è trattato del pericoloso incrocio tra innovazione e responsabilità

Una serie di interventi di rango, fra i quali piace riportare il succo di quello della professoressa Stefania Stefanelli, Coordinatrice accademica del Centro di Eccellenza Jean Monnet “Baldus” (Università degli Studi di Perugia).

Che – dice il rettore Maurizio Oliviero - “Contribuirà allo sviluppo sostenibile della scienza e della tecnologia nell’era digitale”.

Baldus è acronimo di “Building the Age of a Lawful and Sustainable Data-Use”, coordinato dalla Professoressa Stefania Stefanelli, delegata del Rettore all’internazionalizzazione e alla cooperazione internazionale. 

E non è una sigla scelta a caso, ma suona come rimando citazionale identitario, come palese tributo a Baldo degli Ubaldi, uno dei più illustri docenti della storia dello Studium, che alla fine del 1300 pose le basi del moderno diritto europeo

Il titolo della relazione proposta dalla professoressa Stefania Stefanelli recita: “Il progetto di Direttiva europea e gli approcci delle disciplina della responsabilità da I.A.”.

Cercheremo di approcciarne la sostanza riferendone ai lettori in chiave divulgativa.

Il punto nodale della sua tesi era dedicato al risarcimento dei danni provocati da sistemi di intelligenza artificiale difettosi. Quali?

“Ad esempio, quelli di navigazione incorporati in automobili a guida autonoma”.

Quale, in questo caso, il rischio, tutt’altro che remoto?

“Che i sistemi possono sbagliare e dirigere la vettura contro un muro”.

Che altro tipo di danni?

“Penso ai danni provocati a terzi dallo sviluppo, dalla immissione in commercio e dall’uso di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come quelli usati in ambito sanitario e di giustizia predittiva, che, tra l’altro, possono incorrere in bias, ossia errori, come frutto di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio”.  

Ci spieghi meglio

“La mappa mentale di una persona presenta bias laddove è condizionata da concetti preesistenti, non necessariamente connessi tra loro da legami logici e validi. Errori conseguenti anche alla selezione dei dati utilizzati per l’addestramento”.

Altri esempi?

“Quelli legati all’estrema precisione dell’I.A. che può anche generare falsi allarmi, oppure essere conseguenza dell’interazione dell’I.A. con gli utenti”.

Come e dove è accaduto?

“Un esempio fu l’algoritmo VioGén, usato in Spagna per prevedere il rischio di nuovi episodi di violenza di genere e intrafamiliare, in conseguenza delle denunce già presentate per simili episodi”.

In cosa è consistito il punctum dolens?

“L’uso di questo algoritmo è cessato nel 2014, quando sono stati diffusi dati allarmanti sul fallimento delle previsioni: ben quattrodici su quindici donne vittime di femminicidio, che avevano denunciato il proprio aggressore, erano state classificate dall’algoritmo a rischio di recidiva basso o nullo”.

Ha sbagliato solo l’algoritmo?

“Non solo. Gli agenti di polizia avevano convalidato acriticamente i dati restituiti dall’algoritmo, avendo poco tempo a disposizione e non disponendo di un’adeguata preparazione professionale”.

Dove sono accadute tragedie di tale gravità?

“Episodi simili hanno interessato la Polonia, gli Stati Uniti e l’Olanda”.

Insomma, fidarsi dell’algoritmo ma… cum iudicio. E rispondere di danni causati dalla sua inaffidabilità o da errori umani nell’interpretazione dei dati.

E lo Studium perusinum è capofila in materia di Studi connessi all’esigenza di un framework etico per l’Intelligenza Artificiale in Europa.

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