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Sabato, 15 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO L’immagine del partigiano Primo Ciabatti è tornata al suo posto

L’imperativo morale degli educatori di spiegare ai bambini “chi era, cosa ha fatto e perché”

Siamo stati i primi e i soli a sollevare la questione, in un servizio pubblicato su questo giornale, in data 22 settembre, poco dopo la riapertura della scuola

INVIATO CITTADINO La scuola Primo Ciabatti aspetta la ricollocazione dell’opera che ritrae il partigiano

Dalla nostra domanda scaturì la risposta dell’Amministrazione comunale (da noi personalmente verificata) che alcuni materiali erano in fase di riconsegna. Difatti quell’opera era stata messa in sicurezza per evitare che avesse a subire danni nel corso degli imponenti lavori di riqualificazione dell’Istituto.

Dissero che a breve quella significativa icona sarebbe stata ricollocata. Il che è puntualmente avvenuto.  Ce ne fornisce notizia l’amico Vanni Capoccia, monteluciano doc, storico appassionato della città.

Da quel servizio scaturirono interrogazioni che sollecitavano l’urgenza dell’operazione. Ma di questo poco importa al lettore. Bella è, invece, la notizia che ogni cosa è al suo posto.

Giova forse ricordare che quel ritratto è opera di Romeo Mancini, il quale la eseguì e la firmò nel 1954. Di Mancini esistono importanti lavori in luoghi pubblici, come piazza Grimana e le scale del Palazzo dei Priori. Era un artista politicamente impegnato, convinto pacifista.

L’opera scultorea che ritrae Primo Ciabatti venne posta all’ingresso dell’Istituto (già Littorio) nel decennale della morte del partigiano.

Mancini, ovviamente, lavorò su una foto del giovane, fucilato il 7 maggio 1944. E non si può dire che sia questa la sua  migliore realizzazione. Dalla foto non si capisce se si tratti di una fusione in bronzo o di un materiale fittile o lapideo patinato. Andrebbe saggiata da vicino. Ma quel che conta è il valore simbolico. E il fatto che sia lì, davanti agli occhi dei bambini ogni giorno in cui entrano a scuola.

Ed è per questo che ritengo compito degli insegnanti spiegarne la figura e gli ideali.

IGNORANZA CAPITINIANA COME PRECEDENTE. Dico questo perché, nel quarantennale dalla morte del filosofo nonviolento Aldo Capitini, facemmo un giro per le scuole col professor Mario Martini, uno dei massimi studiosi del personaggio. Scoprimmo, con meraviglia, che addirittura molti studenti dell’Istituto intestato a Capitini non sapevano chi fosse. È per questo che proseguimmo, con rinnovata lena, la nostra “missione” divulgativa per le scuole cittadine.

Non vorrei che altrettanta nebbia offuscasse la figura di Primo Ciabatti. Che era, sì, uomo di parte. Ma testimoniò, con la vita e con la morte, di stare da una parte precisa. Quella giusta.

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