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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Il ruolo di Joseph Beuys per la costruzione di una consapevolezza ambientalista

Convegno in Aula Magna di Palazzo Gallenga su iniziativa del Soroptimist Internationl Cub Perugia

Indagando relazioni che legano arte, scienza e coscienza.

Abbiamo seguito alcune fasi della giornata di studio.

Diamo conto dell’intervento di Francesco Asdrubali, Professore ordinario di "Fisica tecnica ambientale" dell'Università per Stranieri di Perugia ed esperto di sostenibilità.

Francesco ha trattato del legame tra l'opera di Beuys e la nascita dei movimenti ambientalisti. Intrattenendo l’interessato uditorio intorno alla modalità Aktion, intesa come performance artistico-politica, tipica di Joseph Beuys, pittore, scultore e performer, personaggio emblematico della seconda metà del Novecento. In grado di influenzare la società con visioni profetiche di sicuro appeal. Anche per quanti ne dileggiarono inizialmente le irrituali modalità di comunicazione. Riconoscendogli poi meriti e valori, entrati ormai, a buon diritto, a far parte del bagaglio etico, estetico, culturale e antropologico universale.

Foto - La relazione di Francesco Asdrubali su Joseph Beuys e l'ambientalismo

(Foto Sandro Allegrini)

Asdrubali, valendosi di una efficace slide, ha ripercorso le tappe delle performances di Beuys, partendo dalla protesta di Dusseldorf (1971), volta – come allora disse – al superamento della dittatura dei partiti. E, sostanzialmente, contro una visione antiecologica che doveva portare all’abbattimento di numerosi alberi per fare spazio a campi da tennis.

Poi, sempre in materia di “gesti ideali”, Pescara del 1978 e così via.

Il suo concetto di arte povera concettuale si innestava entro un rigore morale che lo portò ad essere considerato fondatore del partito dei Verdi, fino ad allontanarsene col dire “I Verdi sono diventati pallosissimi”.

Poi, fra l’altro, nel 1981, il mucchio di pietre in “adozione”, il cui ricavato venne utilizzato per piantare querce. Fino alla sua scomparsa e anche dopo.

Francesco Asdrubali ha ripercorso la vicenda di prodromi ed epigoni dell’ambientalismo. A far capo dal 1713 (quando compare la prima proclamazione del concetto di ambientalismo) fino a Greta e all’attuale attenzione  allo sviluppo sostenibile, alla focalizzazione di problemi come il buco dell’ozono e l’effetto serra, a Greenpeace e alla nascita del Club di Roma.

Poi la Conferenza mondiale sul Clima, il Patto dei Sindaci, la Laudato si’ di Papa Francesco, l’Agenda 2030, coi suoi 17 obiettivi declinati in sottoobiettivi che rischiamo di mancare.

Certo che gli scioperi del venerdì della quindicenne svedese hanno, mutatis mutandis, più di qualche analogia con le strepitose performances di quel “matto” di Beuys.

Che fece dono, alla città di Perugia, delle famose sei lavagne che compongono l'"Opera Unica" e sulle quali l'artista realizzò disegni a gesso, meritevoli di attenzione. Era il  3 aprile 1980 e, in un’affollata Sala Cannoniera  della Paolina, Beuys tracciò quei segni, oggi oggetto di culto.

Tra la curiosità dei presenti e la sostanziale indifferenza del nostro Alberto Burri che restò, letteralmente, senza parole e non batté ciglio. Assenso, consenso o dissenso?

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