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Domenica, 16 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Il fumetto questo sconosciuto… fondamentale per la divulgazione scientifica

L’intervento di David Grohmann e Claudio Ferracci

David Grohmann, componente LabComUnipg e coordinatore di parte del progetto di Ateneo, Claudio Ferracci, fondatore e direttore della Biblioteca delle Nuvole. Intervento molto atteso dalle classi dell’I.I.S. Cavour Marconi Pascal, Istituto Tecnico Tecnologico Statale Alessandro Volta e Liceo Statale Assunta Pieralli.

Il tema della sessione “Appassionati alla scienza!” è legato, nella fattispecie, all’utilizzazione del linguaggio del fumetto.

Entrambi i relatori, oltre che abili disegnatori, sono profondi conoscitori della storia e del linguaggio del fumetto. In questa duplice veste hanno svolto una relazione molto seguita e apprezzata dai colleghi d’Ateneo, non meno che da alunni e docenti delle scuole coinvolte nel progetto.

Il professor David Grohmann ha raccontato del rapporto fecondo tra scienza e fumetto. Sottolineando, in particolare, come col termine scienza si tenda comunemente a indicare le cosiddette materie scientifiche. Cosa che ingenera un equivoco. Difatti quella parola va riferita alla “conoscenza” in generale. Dunque, tutte le branche del sapere, incluse discipline come la letteratura, la storia, la filosofia… che vengono comunemente accreditate al settore umanistico.

Grohmann ha quindi mostrato vari esempi attraverso i quali si comprende come la scienza si sia interfacciata con il fumetto e come il fumetto sia stato utilizzato (anche dal CNR con Feltrinelli ad esempio) per la divulgazione scientifica.

Ha infine presentato il progetto che verrà portato nelle scuole nel 2024 dall’Università di Perugia con la Biblioteca delle Nuvole, creando laboratori di fumetto per la comunicazione della scienza.

Claudio Ferracci ha segnalato come sia stimolante utilizzare il linguaggio del fumetto per la comunicazione e per la didattica.

Sottolineando l’importanza di far conoscere ai ragazzi un linguaggio complesso come quello del fumetto, spesso sottovalutato. Solo possedendo i codici di quel linguaggio è possibile goderne a fondo la lettura, diventandone fruitori critici e competenti.

Un tempo, in epoca pre-televisiva e ante-multimediale, l’acquisizione di quel linguaggio avveniva spontaneamente attraverso la frequentazione dell’edicola, vero diffusore di contenuti divertenti e spesso istruttivi.

Oggi la lettura dei fumetti, tappa inevitabile nella fase dello sviluppo di molte passate generazioni, viene spesso saltata a piè pari dalle nuove generazioni, intrigate da  altre forme di comunicazione. “Si tratta – sottolinea il fondatore e primo motore della Biblioteca delle Nuvole –  di una perdita, in quanto il fumetto contemporaneo si occupa di qualunque argomento e nascono opere debitamente annoverabili al rango di autentici prodotti d’arte”.

“La mancata fruizione di un linguaggio di questa natura, nello sviluppo dell’individuo – ha aggiunto Ferracci – ne fa, a tutti gli effetti, un analfabeta per quanto riguarda quello specifico linguaggio. Nel caso del fumetto, in assenza del possesso di questo pre-requisito, si intercetta una sorta di 'dislessico sequenziale', cioè qualcuno che non è in grado di mettere in relazione le immagini di una sequenza disegnata”.

Troppo facile segnalare, ad esempio, lo story board come una narrazione programmata, l’equivalente di un diagramma di flusso vestito di contenuti grafici, contenutistici, culturali. E, perché no, scientifici.

“Perdere la possibilità di fruire di un linguaggio (sia esso la musica, il cinema, le arti figurative o appunto il fumetto) è una perdita di ricchezza. E il processo formativo non può prescindere dall’acquisizione di una varietà di modalità espressive. Senza le quali, anche la scienza è monca”.

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