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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Il cane Simone e i gatti di Cesare hanno trovato casa

Una vicenda che ha toccato il cuore della città

Conclusione in positivo per una vicenda dolorosa. Che dimostra come, fra i travertini della Vetusta, non alberghi l’indifferenza. Né valga la regola di voltarsi dall’altra parte per non avere rogne. Al contrario.

Il comportamento “umano, troppo umano” del cane Simone ha suscitato reazioni di persuasa solidarietà.

Subito dopo la dolorosa performance al funerale, c’è stato chi si è preso cura del cane.

Che, lo ricordiamo, girava come impazzito attorno a quel feretro. Percependo l’odore, si direbbe il “profumo” di chi lo aveva adottato dal canile regalandogli attenzione e affetto.

“Non un animale di grossa taglia – ci dice chi lo conosceva bene – ma un incrocio di appena cinque chili”. Tale, insomma, da non generare problemi di spazio.

Il nostro scatto… ingannevole. Quando, al contrario, lo scatto in pagina del nostro servizio ritraeva un tipo di cane la cui effigie non era veritiera, ma era stata presa dal web e affiancata all’immagine di San Domenico solo per contestualizzare l’episodio. Così come facciamo questa volta, non potendo disporre di uno scatto autentico di Simone.

“Una bestiola – ci dice il titolare di un negozio di accessori per animali in corso Cavour – bianca con qualche macchia marroncina sul muso. Di pezzatura minima”.

Nelle more dell’incertezza che ha fatto seguito al decesso di Cesare, se ne è preso cura un residente del Borgo Bello.

Quella veterinaria che lo segue. Degna di nota la circostanza per cui il cane soffriva di attacchi epilettici. È così finito tra le mani esperte e amorevoli di una dottoressa di veterinaria. Che ne avrà cura e intanto lo ha messo in compagnia di altri soggetti canini. Per alleviare la sua solitudine. Pare ci sia chi è disposto a prenderselo e tenerlo con sé.

La questione dei gatti. Oltre al cane Simone, risulta che Cesare tenesse nella casa di Monte Malbe almeno quattro esemplari felini. Di quei gatti si occupava in precedenza un’amica di nome Liuba.

I pompieri e il nuovo adottante. Dopo il decesso di Cesare, ci dicono che i Vigili del Fuoco hanno recuperato i quattro gatti per la cui adozione si era espressa qualche disponibilità. C’era chi ne voleva prendere uno. Ma poi, sentita la vicenda di Cesare, ha accettato di adottarli tutti e quattro, al fine di evitare loro una dolorosa separazione.

Così hanno fine le preoccupazioni di quanti temevano per la sorte dei cinque animali. Ai quali Cesare, sebbene ormai non più benestante come un tempo, ha dedicato impegno e affetto. Perché la solitudine è il peggior nemico per ciascun essere umano. E perché il dolore di sentirsi soli, nel cuor della Terra, ci rende, forse, più umani.

Specie quando giunge, inaspettata, la sera della vita. E le ombre si fanno più lunghe. E più scure. Sul nostro destino di uomini.

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