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Domenica, 16 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Gisella non molla, sfidando la Chiesa e il vescovo Marco Salvi

“Il 3 di aprile, io e i miei seguaci ci riuniremo in preghiera”

Lo sostiene convintamente Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla. Decisione irrevocabile, sfida, impuntatura?

Confermata per domani la riunione nel luogo già “consacrato” alla Madonna. Erba rasata, panchine sistemate, forze dell’ordine pronte.

Ma la Madonnina non c’è più: è stata ritirata dal donante e portata in un luogo “veramente” sacro.

Ogni 3 del mese la Madonna manderebbe messaggi, comparendo alla “santona”. E, in qualche occasione, lacrimando “sangue”, verosimilmente (si dice) di origine suina.

Malgrado la palese sconfessione della Chiesa che, con parole inequivocabili, ha ‘sconsacrato’ quella collina, riducendo il tutto a una burletta e asserendo che nelle presunte visioni non c’è “niente di soprannaturale”.

E diffidando i religiosi “regolari” dall’accreditare con la propria presenza, e tanto meno con liturgie che saprebbero di affiancamento all’eresia. O meglio all’imbroglio, perpetrato alle spalle di ingenui sprovveduti. Tutti invitati a ricondursi nel solco del magistero ecclesiale.

Questo il senso della posizione del vescovo Marco Salvi, già vicario del cardinale Bassetti nella diocesi di Perugia-Città della Pieve, mariana per eccellenza, col capoluogo che può vantare una presenza straordinaria di chiese dedicate alla Vergine Santissima.

Ed è per questo motivo che la questione della sedicente veggente è specialmente seguita nella città del Grifo, dove Salvi esercitò un vicariato unanimemente apprezzato, dalla comunità dei credenti e anche dalla popolazione in generale che lo ha accreditato come meritevole di rispetto e considerazione.

I credenti siano fedeli alla infallibilità del Magisterium Pastorum, quibus [Jesus Christus] munus commisit docendi Evangelium universo Populo suo totique familiae humanae.

Insomma: scaricare i sedicenti profeti. Anche quando invitano alla preghiera.

Ma quelle stimmate ci sono veramente? Hanno un bel dire i residui seguaci che sotto quei guanti si celerebbero le sacre stimmate probanti la veridicità delle apparizioni e dei dialoghi con la Vergine. Solo pensarlo è un sacrilegio. D’altronde, il fatto che vengano tenute accuratamente celate, costituisce denuntia manifesta della loro inesistenza.

Ma Gisella tiene duro e annuncia il suo non prevalebunt. Insomma: che non desisterà.

Ma le remano contro le asserite “moltiplicazioni” di pizza e gnocchetti del miracolo “al microonde”. Che fanno scandalizzare. O ridere. E irridere.

Mentre sono faccenda seria le ispezioni della Guardia di Finanza.

La condanna in primo grado per bancarotta fraudolenta, con sospensione della pena, (del febbraio 2013), da imprenditrice. Angeli invocati, ma presentatisi sotto le sembianze di agenti in divisa che hanno rovistato su registri e conti dell’azienda, intercettando irregolarità tali da farla condannare, in primo grado, a due anni di detenzione (pena sospesa) per il reato di bancarotta fraudolenta.

Questa – si dice – una delle ragioni che l’avrebbero indotta alle collette, sub specie sanctitatis.

E, riguardo ai seguaci, in caduta verticale, c’è chi osserva che si si tratterebbe di soggetti psichiatrici, visionari (loro sì!), indotti con l’inganno a credere a poteri miracolistici e taumaturgici non solo “da verificare”, ma ufficialmente smentiti dalle gerarchie ecclesiastiche e dalla Commissione all’uopo costituita per studiare il caso e stilare una relazione.

Che ha irradiato all’universo mondo una smentita su tutti i fronti.

Ora anche la Madonnina è stata portata via da quel luogo di preghiera. Sottraendo la terra da sotto i piedi dei fedeli: più che credenti, “creduloni”. Se l’è ripresa il donatore, rinsavito, forse, dall’ubriacatura che lo aveva investito. Ora, si dice, rivoglia la restitutio anche  di quei 123 mila euro, donati per la costruzione di un tempio che mai si vedrà.

Domani, 3 aprile, la prova del fuoco per misurare la consistenza dei “resistenti”.

Riunione complicata. Si dice che le autorità potrebbero rendere difficile il raduno impedendo ai seguaci di Gisella di raggiungere il campo con mezzi a motore. Essendo venuta meno l’asserita trasformazione in una specie di “loco sacro” e ripristinando la vera natura di terreno agricolo.

Le guardie comunali di Trevignano Romano potrebbero inibire la sosta nelle adiacenze. E il difficile raggiungimento della sede potrebbe dissuadere i più dal partecipare. A meno di arrivarci spompati. O forse attingendo la forza da una fede interiore. Tanto forte quanto immotivata.

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