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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Distretto urbano di Via Guglielmo Oberdan (già della Pesceria) in una condizione di colpevole degrado

È tempo di mettere mano a una generale azione di recupero di una zona preziosa, sede dell’antico Hospitale

Una zona in forte scadimento. Se si eccettua la ex chiesa di S. Maria della Misericordia, risanata e ampiamente utilizzata per mostre d’arte ed eventi culturali.

L’antico trigramma (DME – Domus Misericordiae) svetta sopra gli architravi a documentare una gloriosa tradizione di humanitas perusina. Quando sovvenire alle esigenze dei più deboli (poveri, pellegrini, infermi, bambini esposti) era sentito come un obbligo morale.

Foto - Distretto urbano di Via Guglielmo Oberdan in pesante degrado

(Foto esclusive Sandro Allegrini) 

Si pensi che poco sopra c’è via Alunni, che non è un nome di famiglia, ma l’epiteto (dal verbo latino ALO = “nutrire”) con cui venivano indicati i trovatelli, accolti, educati, assistiti a cura dello Spedale (non per curare le malattie, ma da hospitale, luogo di accoglienza)

Qui è concentrato un manipolo di edifici e un reticolo di strade che abbisognano di cure.

Comincio col segnalare quella Madonnina inclusa tra due finestre tra via Oberdan, via Santa Lucia e via Floramonti.

È riquadrata in una struttura metallica rugginosa e coperta da una protezione di vetro, tenuta insieme col nastro adesivo. Vista da terra, pare trattarsi di una pittura murale che effigia la Vergine con Bambino.

Urge restaurare il dipinto e la struttura in cui è inscritto.

Anche via Santa Lucia, con alla sommità la chiesa omonima, ha i gradini rotti e pieni di deiezioni, scritte sui muri e intonaci scorticati. Intervenga chi deve. Il Comune faccia la propria parte e addebiti le spese a chi competono.

Pure via Floramonti (che collega via Oberdan con via Marzia), su cui insiste una lapide in memoria di antifascisti torturati, va rimessa in ordine.

Lo stesso vale per le scalette di Sant’Ercolano con edifici da sistemare e grovigli di cavi che imbruttiscono e degradano. Serrande imbrattate da scritte, muri scrostati.

È insomma pressante l’esigenza di rigenerare, riportare a dignità.

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