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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Disservizi ai parcheggi Sipa. L’altra campana

Non dipende sempre dal malfunzionamento, ma anche dall’imperizia dell’utente

Così si spiegano le file interminabili all’uscita dal Morlacchi.

Dicono dei dipendenti della Società: generalmente si tratta di utenti che non usano correttamente il tagliando per l’uscita. Riferendosi al cedolino in convenzione col TSU.

La dinamica. Gli spettatori del Morlacchi possono fruire di una riduzione a un costo forfettario, inferiore a quello contabilizzato a tariffa ordinaria. La convenzione con lo Stabile, tuttora vigente, è attiva da anni.

Per utilizzare il tagliando con lo sconto esiste  una procedura diversa da quella ordinaria. Insomma, non si procede come al solito, mostrando il tagliando, procedendo al pagamento e poi mostrando il cedolino al lettore in uscita. Le modalità sono un pochino diverse. E bisogna conoscerle.

Occorre mostrare il tagliando scontato, quindi quello ritirato all’ingresso, senza procedere al pagamento.

Ma non c’è da pagare.  Dato che il pagamento (2 euro e 50) è stato effettuato direttamente a teatro.

Poi occorre esibire quello ritirato all’entrata. Quindi il percorso è completo. E corretto.

Ma c’è sempre qualcuno che non ha capito e che sbaglia procedura. E allora il lettore registra qualcosa che non va bene e non apre. Insomma, la sbarra non si alza. Ed è inutile protestare, perché non si ha ragione.

A questo punto si crea una fila incredibile di gente che impreca e maledice il sistema inefficiente.

Fila dovuta al fatto che si accumulano numerosi utenti in uscita contemporaneamente.

Cosa è costretta a fare la Sipa? A mandare da piazza Partigiani un addetto che interviene e sblocca.

Addirittura, perfino domenica 26 novembre, un dipendente si è messo stabilmente all’uscita, tenendo la sbarra aperta e controllando sommariamente il tagliando.

E i portoghesi dove li mettiamo? C’è chi, approfittando del caos e dell’approssimazione veloce dei controlli, s’intrufola, mettendosi in fila con gli utenti del teatro, mostra il tagliando dell’entrata (senza aver pagato) e riesce a farla franca avendo gabbato lo santo.

Si tratta di ‘mosche bianche’, s’intende. Con un danno di pochi spiccioli a carico della Sipa. Ma ciò che conta è il principio secondo il quale si dovrebbe attribuire unicuique suum.

Comunque, la questione è semplicemente risolvibile. Basterebbe che il tagliando ritirato, e pagato, a teatro fosse abilitato all’uscita senza bisogno di tante manovre disturbanti.

Meditate, gente, meditate!

Foto - File al parcheggio del Pellini, non dipende sempre dal malfunzionamento

(Foto Sandro Allegrini)

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